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Dalla Farnesina all’Ue: Di Maio torna protagonista, “Il cessate il fuoco lo ha imposto Trump, non l’Ue”

L’ex leader M5S e oggi rappresentante speciale Ue per il Golfo: “L’attacco israeliano in Qatar ha cambiato la storia. La pace si costruisce tutti insieme”.

“Trump, Egitto e Qatar hanno ottenuto il cessate il fuoco”

Da ex capo politico del Movimento 5 Stelle a diplomatico europeo di primo piano, Luigi Di Maio oggi parla da rappresentante speciale dell’Unione Europea per il Golfo, incarico che ricopre dal 2023 e che è stato rinnovato fino al 2027. Intervistato da Open prima di partire da Helsinki verso gli Emirati Arabi Uniti, Di Maio ha commentato la fragile tregua in Medio Oriente: “Il cessate il fuoco a Gaza l’hanno ottenuto Donald Trump, l’Egitto e il Qatar, e non poteva essere diversamente. Ma ora nella fase 2 l’Ue sarà protagonista”.
Secondo Di Maio, il punto di svolta è arrivato con “il bombardamento israeliano a Doha, il 9 settembre, che ha cambiato la storia. Tutti hanno capito che era l’ultima occasione per evitare una guerra regionale. Gli Usa hanno reagito offrendo massime garanzie al Qatar, persino l’impegno a ospitare una base militare qatariota sul suolo americano”.
L’ex ministro degli Esteri spiega che anche l’Europa ha avuto un ruolo nel sostenere la stabilità del Golfo: “Abbiamo condannato l’attacco israeliano come violazione della sovranità del Qatar e sostenuto il piano Usa per la tregua. La sicurezza del Golfo è la nostra sicurezza”.

“L’Ue sarà protagonista nella fase 2: confini, polizia e governance”

Di Maio sottolinea che l’Europa non resterà spettatrice: “Nella fase 2 i temi chiave saranno le frontiere, la polizia e la governance, e lì l’Ue sarà protagonista. Abbiamo promesso di sostenere l’Autorità nazionale palestinese con 500 milioni l’anno per tre anni per permetterle di riformarsi e operare anche a Gaza”.
Sul terreno, aggiunge, “abbiamo due missioni cruciali: EUPOL COPPS, che forma la polizia palestinese, ed EUBAM Rafah, che monitora il valico con l’Egitto. E con il gruppo dei donatori saremo protagonisti della ricostruzione di Gaza”.
Ma perché ciò accada, serve il disarmo di Hamas. “L’accordo prevede la smilitarizzazione di Gaza – spiega Di Maio –. Hamas va smantellata e non deve avere alcun ruolo nel futuro governo. I Paesi arabi vogliono garanzie: nessuno investirà se ciò che ricostruiamo rischia di essere distrutto di nuovo. Tutti attendono il Consiglio di Sicurezza Onu per capire se ci sarà un ombrello internazionale e un meccanismo chiaro di ricostruzione”.

“L’opinione pubblica ha spinto verso la pace, anche Trump ne ha tenuto conto”

Infine, Di Maio riconosce il peso della mobilitazione globale: “L’opinione pubblica in Europa e nel mondo arabo ha spinto per la pace. Anche i governi ne hanno tenuto conto. Perfino Trump ha dovuto ascoltare una parte del suo elettorato repubblicano sensibile al tema della pace e del disimpegno”.
Sulle posizioni critiche del suo ex partito, il Movimento 5 Stelle, verso il governo Meloni e l’Unione Europea, Di Maio mantiene un tono istituzionale: “La discussione politica in Europa è importante, ma io oggi rappresento i 27 Paesi dell’Ue e non ci entro”.