Montesilvano, neonato malato senza aiuti per una virgola che ha generato un codice fiscale errato
A Montesilvano un errore burocratico ha privato una famiglia dell’indennità di accompagnamento: il piccolo Gabriele, affetto da una grave cardiopatia, attende da mesi l’assistenza economica.
Una virgola di troppo e un incubo lungo un anno e mezzo
A Montesilvano, in provincia di Pescara, una famiglia sta vivendo un paradosso burocratico che ha dell’incredibile. Tutto nasce da una virgola di troppo inserita all’anagrafe di Roma al momento della registrazione del piccolo Gabriele, nato al Policlinico Gemelli nel gennaio 2024 con una grave malformazione cardiaca. L’errore – una semplice virgola tra i due nomi di battesimo – ha generato un codice fiscale errato, bloccando di fatto l’erogazione dell’indennità di accompagnamento. «Sì, una virgola», ha raccontato la madre al quotidiano Il Centro. «Da allora non riceviamo alcun sostegno, nonostante tutte le richieste e i documenti corretti inviati». Da oltre un anno, dunque, la famiglia affronta spese mediche, viaggi e cure senza alcun aiuto economico, in una situazione che definire surreale è poco.
L’appello dell’associazione e la denuncia del presidente Ferrante
Esausti, i genitori di Gabriele si sono rivolti all’associazione Carrozzine Determinate, che da anni si batte per i diritti delle persone con disabilità. Il presidente Claudio Ferrante ha definito la vicenda «un incubo burocratico che umilia i cittadini». «Un semplice errore amministrativo – ha spiegato – si è trasformato in un dramma per una famiglia che deve già affrontare la cura di un bambino con una disabilità gravissima. È inaccettabile che con i sistemi informatici di oggi non si riesca a correggere un codice fiscale errato. Tutto per una virgola: sembra una barzelletta, ma in realtà si stanno negando diritti costituzionali». Ferrante ha chiesto al direttore dell’Inps Abruzzo di intervenire con urgenza per sbloccare una situazione che va avanti dal febbraio 2024. L’ente, contattato dai giornalisti, ha assicurato che è in corso una verifica interna per individuare le cause del ritardo.
Una famiglia stremata tra dolore e burocrazia
La storia di Gabriele inizia già prima della nascita, quando i medici avevano diagnosticato alla madre una seria malformazione cardiaca fetale. «Nonostante tutto, per motivi etici e religiosi, ho deciso di portare avanti la gravidanza», ha spiegato la donna. Da allora, il piccolo ha già affrontato tre operazioni, di cui due a cuore aperto, e dovrà sottoporsi a molti altri interventi in futuro. Dopo il parto, la famiglia è rimasta a lungo a Roma, vicino al Bambino Gesù, sostenendo spese altissime per alloggi e cure. «Abbiamo fatto tutto in regola», ha aggiunto la madre. «Dopo la prima richiesta di invalidità, la commissione ha corretto il codice fiscale, ma il verbale aggiornato non è mai arrivato. Da allora tutto è fermo». Nonostante i solleciti e i reclami, la pratica risulta ancora bloccata e gli arretrati non sono stati liquidati. Intanto, il tempo passa e la famiglia continua a vivere tra ospedali e burocrazia, con la speranza che un piccolo segno di punteggiatura non valga più di un diritto fondamentale.