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Landini rivendica gli scioperi del venerdì: “Fanno più rumore”

Il segretario della Cgil, Maurizio Landini, spiega perché gli scioperi cadono quasi sempre di venerdì e accusa il governo di voler limitare un diritto costituzionale.

“Il venerdì fa più rumore”: l’ammissione di Landini sugli scioperi strategici

Intervistato da La7 nella puntata di Tagadà del 14 novembre, il segretario della Cgil Maurizio Landini ha fornito una motivazione diretta e inusuale sulle ragioni che portano il sindacato a proclamare scioperi quasi sempre di venerdì. Una scelta contestata da molti esponenti del centrodestra e del governo, ma che per Landini risponde a una logica mediatica. «Ci sono delle ragioni», ha spiegato, sottolineando come il venerdì garantisca un’eco molto più ampia. «Se lo fai quel giorno lì parlano di te il giorno dopo, e conviene farlo il venerdì perché poi parlano di te il sabato e la domenica, ci sono più giornali letti, c’è più informazione». Il segretario ha aggiunto che questo effetto favorisce anche la diffusione delle rivendicazioni, mentre lo sciopero appare più visibile e incisivo per cittadini e istituzioni. Landini ha inoltre ribadito che il venerdì «crea più disagi, soprattutto nei trasporti», ricordando che questa è parte integrante dello sciopero stesso: «L’effetto non è solo la trattenuta in busta paga, ma proprio determinare un disagio agli altri».

La polemica sulla manovra e l’attacco: “Abbiamo chiesto 100, ci danno 1”

Nel corso dell’intervista, Landini ha respinto anche l’idea — avanzata dal governo — che nella manovra economica siano state accolte alcune richieste dei sindacati. In particolare, la detassazione degli aumenti contrattuali viene giudicata insufficiente. «Non è vero», ha dichiarato. «Noi abbiamo chiesto molto di più: che la detassazione valesse per tutti i lavoratori pubblici e privati e anche per gli aumenti dei contratti rinnovati nel 2024». Secondo il segretario, la misura approvata dal governo riguarda solo una parte dei lavoratori privati con redditi fino a 28 mila euro e solo a partire dal 2025. «Abbiamo chiesto 100, ci danno solo 1 e dovremmo pure ringraziare?», ha aggiunto, contestando l’atteggiamento dell’esecutivo e la gestione del confronto con le parti sociali. Per la Cgil, la manovra resta carente sul fronte salari, diritti e crescita dei redditi.

“Vogliono limitare il diritto di sciopero”: l’allarme del segretario Cgil

Sulla questione degli scioperi nel fine settimana, Landini denuncia un presunto tentativo del governo di introdurre restrizioni alla libertà sindacale. «È chiaro che vogliono andare verso una limitazione del diritto di sciopero», ha affermato, ricordando gli interventi di Matteo Salvini, che più volte ha annunciato la possibilità di misure restrittive. Landini ha difeso la normativa italiana, definendola già molto rigida: l’Italia è l’unico Paese europeo con l’obbligo di preavviso di dieci giorni e con fasce di garanzia obbligatorie nei servizi essenziali. «Questa legge l’ha voluta il sindacato», ha spiegato, ricordando che si tratta di una forma di autorregolamentazione per proteggere i cittadini da disagi eccessivi. Secondo il segretario, l’obiettivo dell’esecutivo sarebbe quello di «mettere in discussione un diritto previsto dalla Costituzione», mentre il sindacato continuerà a difendere la possibilità di scioperare e di far sentire la propria voce.