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Scontro sugli aiuti a Kiev: Salvini “Non vorrei che i soldi italiani alimentassero la corruzione”

Dubbi della Lega sugli aiuti all’Ucraina dopo gli scandali di corruzione, mentre Guido Crosetto e Antonio Tajani confermano il sostegno italiano a Kiev.

Salvini attacca: “Rischio che i soldi degli italiani finiscano nella corruzione”

Lo scontro interno alla maggioranza esplode nel giorno in cui il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia il dodicesimo pacchetto di aiuti militari all’Ucraina. Il vicepremier Matteo Salvini esprime dubbi pubblici sull’opportunità di nuovi finanziamenti alla luce della maxi-inchiesta che coinvolge l’azienda statale del nucleare Energatom e figure vicine al presidente Volodymyr Zelensky, a partire dall’imprenditore Timur Mindich. «Mi sembra che stiano emergendo scandali legati alla corruzione. Non vorrei che con quei soldi dei lavoratori e dei pensionati italiani si alimentasse ulteriore corruzione», afferma Salvini, collegando il tema alla responsabilità politica del governo di Kiev. Il leghista Andrea Crippa definisce quella del suo leader «una posizione di buon senso», sostenendo che l’Italia «non può procedere alla cieca» senza chiarire se alcuni membri dell’entourage ucraino abbiano approfittato della situazione di guerra per arricchirsi.

Crosetto risponde: “Un Paese non si giudica per due corrotti”

Dalla riunione del “gruppo dei cinque” a Berlino, il ministro della Difesa Guido Crosetto replica direttamente alle parole di Salvini, invitando a non confondere la lotta interna alla corruzione con la linea del governo ucraino. «L’arresto in sé dimostra che l’Ucraina ha gli anticorpi per combatterla», sottolinea, richiamando anche il rischio che il tema venga amplificato dalla «controinformazione russa». Il ministro usa un paragone storico per rafforzare il concetto: «Gli americani e gli inglesi che sbarcarono in Sicilia non giudicarono l’Italia per la presenza della mafia. Così facciamo noi: aiutiamo gli italiani onesti, oggi aiutiamo i civili ucraini». Crosetto ribadisce che il sostegno militare e civile continuerà, citando oltre 100 milioni di euro destinati a gruppi elettrogeni per affrontare l’inverno e il nuovo pacchetto di aiuti militari che illustrerà al Copasir prima della consegna a Kiev. Tajani, dal canto suo, definisce «cruciale» la lotta alla corruzione per il percorso europeo dell’Ucraina e assicura collaborazione italiana nelle verifiche avviate da Kiev.

Tajani conferma la linea italiana: “Aiutare Kiev è doveroso, ma serve lavorare alla pace”

Nonostante le tensioni interne alla maggioranza, il ministro degli Esteri ribadisce la posizione del governo: sostenere l’Ucraina finché sarà sotto attacco da parte della Russia. «È giusto garantire sicurezza e indipendenza a un Paese aggredito», dichiara Tajani, spiegando che Roma continuerà a lavorare per un percorso diplomatico capace di avvicinare un cessate il fuoco. L’Italia segue con attenzione le eventuali iniziative internazionali, compresa la possibilità di un incontro al vertice tra Stati Uniti e Federazione russa, ma la decisione finale sulla questione dei territori occupati resta nelle mani di Kiev. Nel frattempo, prosegue il sostegno materiale con nuovi aiuti civili e militari, mentre la discussione politica nazionale si concentra sul tema della trasparenza e sull’equilibrio tra solidarietà internazionale e tutela dei fondi pubblici italiani.