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Orban furioso: “Salis terrorista, l’Ue è complice”. Scontro totale

Il governo di Budapest rilancia accuse contro Ilaria Salis, definendola parte di un gruppo “terroristico”, mentre l’Unione europea conferma il no alla revoca dell’immunità.

Budapest attacca: “Antifa Ost è terrorismo, Salis protetta dall’Ue”

Le tensioni tra Ungheria e istituzioni europee tornano ad accendersi dopo le nuove dichiarazioni del portavoce del premier Viktor Orban, Zoltan Kovacs, che su X ha accusato la deputata europea Ilaria Salis di appartenere a un’organizzazione terroristica. «Antifa Ost non è un gruppo di attivisti: è un’organizzazione terroristica», ha scritto, sostenendo che anche il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti abbia inserito la formazione tra i gruppi “terroristici globali”. Kovacs ha definito Salis una «terrorista» che avrebbe aggredito «persone innocenti» a Budapest nel febbraio 2023, attaccando inoltre il Parlamento europeo, accusato di “proteggere” l’italiana tramite l’immunità parlamentare. Le sue parole seguono una linea già consolidata dal governo ungherese, che da anni utilizza toni durissimi contro i movimenti antifascisti accusandoli di estremismo di sinistra.

Il caso Salis e l’etichetta di “terrorismo di sinistra”

Secondo Kovacs, l’Ungheria aveva già dichiarato Antifa Ost come organizzazione terroristica nel 2025, e il riconoscimento statunitense non farebbe che confermarne la pericolosità. Il gruppo, composto da attivisti antifascisti radicali, è coinvolto in scontri e azioni dirette contro militanti dell’estrema destra. La vicenda che vede protagonista Ilaria Salis risale all’11 febbraio 2023: la maestra monzese venne arrestata a Budapest con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di due neonazisti durante una giornata di contro-manifestazioni. Rimasta in detenzione per più di sedici mesi, tra carcere e domiciliari, è tornata in Italia il 24 giugno 2024 dopo essere stata eletta al Parlamento europeo, ottenendo così l’immunità. Una foto fake della deputata dietro le sbarre, pubblicata dallo stesso Kovacs nelle scorse settimane, ha ulteriormente infiammato il confronto politico tra Budapest e Bruxelles.

La battaglia sull’immunità parlamentare e lo scontro con Bruxelles

Budapest aveva formalmente richiesto la revoca dell’immunità parlamentare di Ilaria Salis per consentire la prosecuzione del processo, che in Ungheria resta tuttora aperto. Il Parlamento europeo ha però respinto l’istanza, stabilendo che non vi fossero elementi sufficienti per procedere con la sospensione delle tutele previste per gli eurodeputati. La decisione ha provocato l’ira del governo ungherese, che accusa l’Ue di interferire con il proprio sistema giudiziario e di adottare un doppio standard nei confronti dell’estrema sinistra. La querelle resta aperta e continua ad alimentare tensioni diplomatiche già elevate tra Orban e Bruxelles, mentre il caso Salis rimane uno dei dossier più controversi nel rapporto tra lo Stato ungherese e le istituzioni europee.