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Condono, Piantedosi accusa il Pd, “Per i migranti vi va bene”

La campagna elettorale campana si infiamma sul tema del condono edilizio: centrodestra lo difende come atto di giustizia, opposizioni parlano di “distributore d’impunità”.

Il nodo politico che accende il finale di campagna

Nel rush conclusivo verso le regionali in Campania, il dibattito sul condono edilizio diventa terreno di scontro frontale. Al centro delle polemiche, le parole del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che a Napoli – accanto al candidato governatore del centrodestra Edmondo Cirielli – ha respinto la visione “apocalittica” che la sinistra sta diffondendo sulla sanatoria proposta in manovra.

Piantedosi ha accusato l’opposizione di applicare “doppi standard”, sostenendo che la minoranza sarebbe pronta ad approvare regolarizzazioni solo quando riguardano gli immigrati, ma non quando servono a chi ha costruito per necessità: «I condoni valgono solo se sono utili a obiettivi ideologici?», ha dichiarato. Una frase che ha immediatamente scatenato un’ondata di critiche.

Il condono del 2003 e il nodo mai risolto della Campania

Il tema ha una radice storica precisa. Nel 2003, la Campania guidata da Antonio Bassolino non aderì al condono nazionale varato dal governo Berlusconi. Da allora migliaia di famiglie sono rimaste in sospeso.

Proprio Cirielli ha definito il nuovo provvedimento “un atto di giustizia”, assicurando che – in caso di vittoria – la Campania sarà “la prima regione” a recepirlo: «Molte famiglie hanno costruito per necessità abitativa, non per abusivismo selvaggio», sostiene il candidato di Fratelli d’Italia.

Le reazioni durissime dell’opposizione

Le parole del ministro dell’Interno hanno provocato un’ondata di indignazione nel fronte progressista.
Il leader dei Verdi Angelo Bonelli parla di affermazioni «sconvolgenti», accusando Piantedosi di «legittimare l’illegalità edilizia».

Il M5S e diversi esponenti del Pd attaccano definendo la posizione del governo “pericolosa” e “valorialmente preoccupante”. La segretaria Elly Schlein parla di «politica della disperazione».

Il centrodestra fa quadrato: “È una norma di buon senso”

La maggioranza respinge le accuse e insiste sul fatto che “condonare”, in questo caso, significhi «sanare vecchie procedure e dare un punto di ripartenza», non certo premiare l’abusivismo criminale.

Da Forza Italia, il portavoce Raffaele Nevi invita alla massima prudenza normativa, mentre l’europarlamentare Fulvio Martusciello ricorda che la Campania venne esclusa dal condono 2003 per “no ideologici” della sinistra.

Anche il deputato Tullio Ferrante e il segretario provinciale Franco Silvestro sostengono la riapertura della misura come “riparazione” di una disparità che dura da oltre vent’anni.

Il condono diventa così il tema chiave dell’ultimo miglio elettorale, simbolo di due visioni opposte: da un lato chi parla di necessità sociale, dall’altro chi teme un nuovo regalo all’illegalità.