“2,5 miliardi ai corrotti di Kiev, zero ai pensionati”: la denuncia di Rizzo
Marco Rizzo accusa Roberto Fico, il governo italiano e l’Unione Europea per le ingenti risorse destinate all’Ucraina, sottratte secondo lui a servizi essenziali.
Le accuse di Marco Rizzo contro Fico e l’Unione Europea
Le parole pronunciate da Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana e Popolare, alimentano un nuovo fronte politico sulle risorse economiche destinate all’Ucraina. L’esponente della sinistra sovranista critica duramente l’ex presidente della Camera Roberto Fico, candidato del centrosinistra in Campania, accusandolo di rappresentare «un popolo che dice di voler difendere ma che ha tradito quando ha scelto di accogliere gli emissari del regime di Zelensky». Rizzo insiste sulla narrativa della contraddizione interna al fronte progressista, sottolineando le presunte distanze tra le condizioni difficili del Mezzogiorno italiano e i sostegni forniti al governo ucraino.
«Roberto Fico, sodale del draghiano Di Maio, vorrebbe rappresentare il popolo meridionale ma è stato pronto a ricevere gli emissari del regime di Zelensky, che oggi si arricchiscono con i nostri soldi, grazie all’Unione Europea. Non c’è fine al peggio», afferma Rizzo, collegando il tema della guerra al malcontento sociale nelle regioni del Sud. Secondo il leader di DSP, le attuali scelte internazionali aggraverebbero il divario economico nazionale e priverebbero i cittadini di investimenti fondamentali nei settori essenziali.
Gli attacchi a Draghi, Meloni e ai fondi destinati all’Ucraina
Nel suo intervento, Marco Rizzo mette nel mirino i governi guidati da Mario Draghi e Giorgia Meloni, accusati di aver sottratto risorse al bilancio italiano per finanziare armamenti e aiuti a Kiev. «I governi italiani di Draghi e Meloni hanno dato 2 miliardi e mezzo di euro in armi e aiuti all’Ucraina i cui capi oggi sono nel mezzo di un gigantesco caso di mazzette sull’energia e di corruzione», denuncia Rizzo, facendo riferimento alle recenti notizie su presunte irregolarità all’interno dell’apparato governativo ucraino.
Secondo il leader di Democrazia Sovrana e Popolare, quei fondi avrebbero potuto essere destinati alle fasce più fragili della popolazione italiana. «Quanti ospedali, quante scuole, quanti aiuti alle pensioni hanno tolto al nostro popolo?», domanda Rizzo, mettendo in evidenza il tema dell’impatto interno delle politiche estere. La polemica si concentra sulla gestione delle priorità economiche e sulla difficoltà, per molte famiglie italiane, di sostenere i costi della vita quotidiana.
Rizzo contesta anche il ruolo dell’Unione Europea, considerata corresponsabile della direzione politica assunta negli ultimi due anni. Secondo lui, Bruxelles avrebbe trasformato il sostegno all’Ucraina in un vincolo politico ed economico per gli Stati membri, contribuendo a mettere in secondo piano altre esigenze sociali.
Il richiamo ai rischi economici e geopolitici secondo Rizzo
Nella parte conclusiva della sua dichiarazione, Marco Rizzo parla dei possibili effetti economici e geopolitici della linea europea e italiana sulla guerra. «Anche per questo contro una UE divenuta una piattaforma economica e militare che ci trascina verso una folle guerra contro la Russia con conseguenze tragiche per la nostra economia», afferma il leader di DSP, evocando un rischio di deterioramento delle condizioni finanziarie italiane e un incremento delle tensioni con Mosca.
Il messaggio di Rizzo si inserisce nel contesto di una campagna elettorale particolarmente intensa nel Mezzogiorno e punta a mobilitare l’elettorato più critico verso l’Unione Europea e la partecipazione italiana al sostegno di Kiev. Le sue dichiarazioni provocano reazioni contrastanti nel mondo politico, tra chi le considera una denuncia legittima e chi le giudica una semplificazione estrema del quadro internazionale.
