Salis riaccende lo scontro politico: “Occupare case non è reato”
L’eurodeputata Ilaria Salis torna sul tema delle occupazioni e cita il caso di Giorgio Molino a Torino, scatenando reazioni politiche.
Le dichiarazioni dopo il caso Molino
Da quando è stata rilasciata dalle autorità ungheresi, l’eurodeputata Ilaria Salis ha ripreso a intervenire sul tema delle occupazioni abitative, sostenendo posizioni molto discusse.
Commentando una vicenda legata agli immobili di Giorgio Molino a Torino, la parlamentare ha scritto che il proprietario sarebbe “il cosiddetto ras delle soffitte, noto palazzinaro”, affermando che avrebbe tratto profitto da persone in difficoltà.
Salis ha inoltre sostenuto che “occupare le case dei magnati non è reato”, ribadendo la propria posizione già espressa in altre occasioni. Il tribunale ha stabilito per Molino una condanna a tre anni ai domiciliari a seguito della richiesta di patteggiamento.
Nel dibattito pubblico, la presa di posizione della parlamentare ha riaperto il confronto politico sul diritto alla casa e sugli strumenti di contrasto all’illegalità nel settore immobiliare.
Le opposizioni alla sinistra la accusano di legittimare occupazioni abusive, mentre i suoi sostenitori parlano di una battaglia per i diritti sociali.
Le reazioni politiche e il precedente di Donzelli
Le parole di Ilaria Salis hanno riacceso reazioni anche nel centrodestra. Il deputato Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia aveva già criticato in passato le posizioni della parlamentare, sostenendo che dichiarazioni simili rappresenterebbero una legittimazione dell’occupazione abusiva:
“Nuovi deliri della Salis, sempre sulle occupazioni. Per l’europarlamentare di sinistra occupare le case dei magnati non sarebbe un reato”. Le reazioni online sottolineano una crescente polarizzazione, con utenti che contestano la presenza dell’eurodeputata nelle istituzioni e altri che sostengono che il suo mandato rappresenti una forma di tutela dei diritti degli ultimi.
Alcuni critici affermano che la sua elezione avrebbe di fatto evitato l’iter giudiziario pendente in Ungheria, mentre i suoi sostenitori respingono questa lettura sostenendo che l’attività parlamentare non equivalga alla sottrazione a responsabilità giudiziarie. Il tema resta al centro del dibattito politico nazionale.
Il nodo giuridico e i confini tra protesta e reato
La posizione di Ilaria Salis viene contestata in particolare sul piano legale. Nel corso di un intervento radiofonico, l’eurodeputata ha dichiarato:
“Io penso che se una persona che ha bisogno di una casa che non gli viene garantita dallo Stato… occupa una casa che è lasciata colpevolmente vuota… questo non può essere considerato reato”. Le critiche sottolineano che la normativa vigente prevede sanzioni per le occupazioni illegali e che le valutazioni personali non modificano l’impianto normativo.
Alcune voci nel dibattito ritengono che dichiarazioni di questo tipo possano essere considerate una forma di incitamento, mentre altre sostengono che vadano interpretate come opinioni politiche nell’ambito della libertà di espressione. Qualsiasi eventuale valutazione giuridica spetterebbe alle autorità competenti nel caso venissero presentate segnalazioni formali.