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Clio Napolitano addio al Quirinale a giorni il trasloco

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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha deciso di rassegnare le dimissioni dal proprio incarico.

Secondo alcune indiscrezioni provenienti dall’entourage del Capo dello Stato le dimissioni da Giorgio Napolitano saranno rassegnate il prossimo 14 gennaio.

Nell’ultime ore è intervenuta sull’argomento la moglie del Presidente della Repubblica, Clio Bittoni che è stata chiarissima sulla sua volontà dichiarando che non vede l’ora di tornare nella propria abitazione e che questa volta nessuno potrà far cambiare il parere al marito Giorgio Napolitano.

Una presa di posizione dura quella di Clio Bittoni, che non lascia dubbi sulla decisione irremovibile del marito Giorgio Napolitano di dimettersi da Capo dello Stato.

La moglie di Giorgio Napolitano, Clio Bittoni, racconta che già sono iniziati i primi preparativi del trasloco.


La donna che è sempre stata rispettosa del ruolo istituzionale che il marito occupa, da tempo ha anche svelato che tutto sta avvenendo nella massima tranquillità.

Il trasloco avverrà come in qualsiasi famiglia italiana: “Mi creda: non sta succedendo niente di straordinario, qui. C’è un po’ di confusione, ma è la stessa che si crea in ogni famiglia al momento di un trasloco. Tutto è ormai tranquillo”.

Clio Bittoni racconta anche i preparativi al trasloco del marito: “Giorgio, come aveva fatto un anno e mezzo fa, ha rimandato nel nuovo studio di Palazzo Giustiniani una parte delle proprie carte. Il resto va nel nostro vecchio appartamento al rione Monti, in via dei Serpenti, dove abitavamo prima”.

Mentre la famiglia Napolitano si prepara al trasloco in politica la discussione sul nome del nuovo Presidente della Repubblica si è accesa.

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha chiesto ed ottenuto la disponibilità della candidatura di Romano Prodi.

Il nome di Romano Prodi sembra essere ben accetto anche alla minoranza del partito ed anche Silvio Berlusconi dopo un no iniziale sembra ora più possibilista.

Matteo Renzi teme, però, che i franchi tiratori possano votare in modo diverso rispetto a quanto dichiarato.