Arezzo, assolto l’artigiano che sparò al vicino: per i giudici fu legittima difesa, FdI esulta
La Corte d’assise di Arezzo assolve Andro Mugnai: i colpi esplosi contro il vicino che colpiva casa sua con una ruspa non costituiscono reato. Reazioni politiche.
La sentenza e la ricostruzione dei fatti
La Corte d’assise di Arezzo ha assolto Andro Mugnai, 56 anni, l’artigiano di San Polo che due anni fa sparò e uccise il vicino Gezim Dodoli durante un episodio di violenta aggressione.
Secondo la ricostruzione giudiziaria, Dodoli stava utilizzando una ruspa per colpire l’abitazione di Mugnai, danneggiandone la struttura e mettendo in pericolo l’incolumità dell’uomo che si trovava all’interno.
Il pubblico ministero aveva richiesto la condanna per eccesso colposo di legittima difesa, ma i giudici hanno accolto la tesi dell’avvocato Piero Melani Graverini, secondo cui Mugnai reagì per salvaguardare la propria vita.
La formula pronunciata in aula — assolto perché il fatto non costituisce reato — ha chiuso un processo molto seguito a livello locale.
Le motivazioni della difesa e il ruolo della ruspa
Durante il procedimento è stato evidenziato come l’attacco condotto da Dodoli con un mezzo meccanico rappresentasse una minaccia immediata e grave.
Le testimonianze e le perizie tecniche hanno confermato che il muro dell’abitazione veniva ripetutamente colpito, con rischio concreto di crollo e di lesioni per l’artigiano.
La difesa ha sostenuto che Mugnai non avrebbe avuto alternative e che la reazione con il fucile fosse proporzionata alla situazione di pericolo in atto.
La corte ha ritenuto credibile questa versione, escludendo l’eccesso e riconoscendo che l’imputato agì in una condizione di immediata necessità.
Le reazioni politiche: FdI applaude la decisione
La sentenza è stata accolta con favore da Fratelli d’Italia della provincia di Arezzo, che in una nota ufficiale ha definito la pronuncia «un segnale forte a tutela dei cittadini esposti a minacce estreme dentro le proprie mura domestiche».
Il partito ha ribadito la propria posizione storica:
«La difesa per noi è sempre legittima», sottolineando come il caso Mugnai rappresenti — a loro giudizio — un precedente rilevante sul tema dell’autotutela.
L’assoluzione, si legge ancora nella nota, riconoscerebbe il diritto di reagire quando si è vittime di aggressioni particolarmente violente, come nel caso dell’utilizzo di un mezzo da cantiere per colpire un’abitazione privata.