Sciopero Cgil, Salvini sbotta contro Landini: “Irresponsabile bloccare trasporti e scuole”
La Cgil ferma fabbriche, scuole e trasporti contro la manovra del governo Meloni, tra accuse di battaglia ideologica, piazze separate e scontro frontale con Salvini.
La protesta della Cgil e lo scontro politico con Salvini
Stop diffuso oggi in tutta Italia con lo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la legge di Bilancio del governo Giorgia Meloni, definita dal segretario Maurizio Landini “ingiusta” e “balorda”.
Dalle fabbriche alla scuola, dalla sanità ai trasporti, la giornata di mobilitazione coinvolge gran parte dei settori pubblici e privati e riaccende lo scontro politico alla vigilia della protesta.
Il botta e risposta tra sindacato ed esecutivo si concentra anche sulla scelta della data. Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ironizza sul “weekend lungo”, sottolineando che “su 24 scioperi generali, 17 sono di venerdì” e definendo “irresponsabile bloccare il Paese” per quella che considera una battaglia ideologica “sulla pelle dei lavoratori”.
Maurizio Landini respinge l’accusa e ribadisce che lo sciopero “non è politico”, spiegando che la scelta del venerdì serve a favorire la partecipazione alle manifestazioni.
A rafforzare la replica interviene anche il segretario generale della Filt, Stefano Malorgio, che invita Salvini a “pensare a risolvere i problemi della mobilità”, sostenendo che i disagi per i cittadini esistono già nella quotidianità.
Settori coinvolti e servizi garantiti
Lo sciopero riguarda l’intera giornata e coinvolge tutti i settori pubblici e privati, con alcune esclusioni.
Il trasporto aereo resta fuori dalla mobilitazione perché già interessato da uno sciopero programmato per il 17 dicembre, mentre a Roma il personale Atac non partecipa avendo incrociato le braccia nei giorni scorsi.
Nel trasporto pubblico locale lo stop di bus, metro e tram è di 24 ore, nel rispetto delle fasce di garanzia stabilite a livello locale.
Per le ferrovie, l’astensione del personale va dalla mezzanotte fino alle 21, con la garanzia dei treni a lunga percorrenza secondo gli accordi con Trenitalia e Italo, oltre ai servizi regionali nelle fasce 6-9 e 18-21. Una giornata che si preannuncia complessa per la mobilità, ma regolata dai protocolli minimi previsti.
Le piazze, le richieste e la frattura sindacale
Manifestazioni sono previste in tutte le principali città. Maurizio Landini partecipa al corteo di Firenze, mentre il segretario della Fiom, Michele De Palma, è a Milano. A Roma guida la protesta Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea, con un corteo che raggiunge la Torre dei Conti, luogo simbolico dopo la morte di un operaio avvenuta un mese fa.
Al centro della piattaforma rivendicativa ci sono l’aumento dei salari, definiti “un’emergenza”, soprattutto nel Sud dove quasi metà dei lavoratori guadagna meno di 15mila euro annui, il no all’aumento dell’età pensionabile fino a 70 anni, il rifiuto del riarmo a favore di investimenti in sanità e istruzione, politiche industriali strutturate e una riforma fiscale equa senza condoni.
Per reperire le risorse, la Cgil propone un contributo di solidarietà dell’1,3% su circa 500mila persone con redditi superiori ai 2 milioni di euro, stimando un recupero di 26 miliardi l’anno, una patrimoniale sulle grandi ricchezze.
È il quarto sciopero consecutivo contro la manovra del governo Meloni, ma questa volta la Cgil resta sola: la Uil ha scelto una manifestazione distinta e la Cisl scenderà in piazza il 13 dicembre per chiedere modifiche alla legge di Bilancio e un nuovo Patto sociale. Una frattura evidente, nonostante Landini si dica convinto che le piazze “saranno molto piene”.
