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Il regista Rob Reiner e la moglie trovati morti nella villa di Los Angeles, interrogato il figlio 32enne

Il regista Rob Reiner e la moglie Michele Singer sono stati rinvenuti senza vita nella loro abitazione di Los Angeles; il figlio Nick Reiner è interrogato, ma nessuna accusa è stata formalizzata.

Il ritrovamento nella villa e l’intervento dei soccorsi
Shock a Los Angeles per la morte di Rob Reiner, regista di fama internazionale, e della moglie Michele Singer. I due, rispettivamente di 78 e 68 anni, sono stati trovati privi di vita all’interno della loro villa. L’allarme è scattato intorno alle 15.30, ora locale, quando è partita la chiamata ai soccorsi. All’arrivo dei vigili del fuoco e delle squadre di emergenza, però, non è stato possibile fare altro che constatare il decesso di entrambi. Secondo quanto riferito dai media statunitensi, sui corpi sarebbero state riscontrate lacerazioni compatibili con l’uso di un coltello. Un dettaglio che ha immediatamente orientato le indagini verso l’ipotesi di un duplice omicidio avvenuto all’interno dell’abitazione.

Indagini in corso e assenza di segni di effrazione
Gli investigatori hanno escluso, almeno in una prima fase, l’ipotesi di un’irruzione dall’esterno. La porta di casa, infatti, non mostrava segni di effrazione, elemento che rafforza la convinzione che l’autore del gesto possa essere una persona entrata volontariamente nell’abitazione o che già vi si trovasse. Al momento, tuttavia, la polizia non ha diffuso una ricostruzione ufficiale dell’accaduto. Diverse testate statunitensi hanno riportato che a uccidere Rob Reiner e Michele Singer sarebbe stato il figlio Nick Reiner, ma questa versione non è stata confermata dalle autorità. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e invitano alla cautela, sottolineando che l’indagine è ancora in una fase preliminare.

La posizione del figlio Nick Reiner
È stato invece confermato che Nick Reiner, 32 anni, si trova sotto interrogatorio. Al momento non risulta arrestato né formalmente accusato. La sua posizione viene valutata dagli investigatori, che stanno raccogliendo testimonianze e verificando ogni elemento utile. Secondo quanto emerso, Nick Reiner avrebbe in passato affrontato problemi di tossicodipendenza e vissuto periodi di senza dimora. La sua storia personale era stata anche al centro del film Being Charlie del 2015, diretto dallo stesso Rob Reiner, ispirato proprio alle difficoltà attraversate dal figlio. Gli inquirenti stanno ora cercando di chiarire se questi precedenti possano avere un ruolo nella tragedia avvenuta nella villa di Los Angeles. Le autorità hanno ribadito che ulteriori aggiornamenti verranno forniti solo dopo il completamento degli accertamenti in corso.