Insegna nei licei lombardi tre anni senza laurea, condannato a restituire 63mila euro, lui: “Nessuno si è mai lamentato”
Ha insegnato dal 2021 al 2024 in diversi licei lombardi dichiarando titoli inesistenti. Scoperto dai controlli, la Corte dei Conti lo condanna alla restituzione degli stipendi.
Ha lavorato per quasi tre anni come insegnante nelle scuole superiori lombarde, presentandosi come docente con due lauree in Ingegneria, ma in realtà non aveva conseguito alcun titolo universitario. La vicenda riguarda un 39enne,uomo**, protagonista di una lunga serie di incarichi scolastici ottenuti grazie a dichiarazioni false, che gli sono costate ora una condanna della Corte dei Conti alla restituzione di 63.233,45 euro al Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo ha insegnato in diversi istituti superiori della Lombardia dal 2021 fino a giugno 2024, dichiarando di essere laureato in Ingegneria gestionale della logistica e della produzione presso l’Università Federico II di Napoli, con votazione di 110 e lode, e successivamente di essere laureando in Ingegneria delle automazioni all’Università eCampus. Tutti titoli risultati inesistenti dopo le verifiche ufficiali.
I primi incarichi e le dichiarazioni false
Le prime irregolarità risalgono al periodo compreso tra il 29 settembre e il 6 dicembre 2021, quando l’uomo ottiene due contratti a tempo determinato come supplente di Matematica e Fisica presso il liceo scientifico Marie Curie di Meda e l’istituto Castiglioni di Limbiate, in provincia di Monza. In quella fase presenta una dichiarazione sostitutiva in luogo del certificato di laurea.
Dopo un rinnovo contrattuale, resta in servizio fino al 31 agosto 2022, ma con l’incarico di docente di Scienze e tecnologie informatiche. Parallelamente, il 30 maggio 2022, presenta domanda per l’inserimento nelle graduatorie provinciali per le supplenze degli anni scolastici 2022-2023 e 2023-2024, dichiarando di aver conseguito una laurea triennale nel 2008 e una specialistica nel 2011 presso la Federico II di Napoli, entrambe con il massimo dei voti.
Grazie a queste autocertificazioni, ottiene un nuovo incarico in un altro istituto, dove insegna fino al 20 gennaio 2023, data delle sue dimissioni.
La scoperta e l’esclusione dalle graduatorie
Il sistema inizia a incrinarsi quando la segreteria scolastica avvia un controllo diretto presso l’Università Federico II, che smentisce l’esistenza di qualsiasi titolo intestato all’uomo. La verifica porta, il 16 marzo 2023, alla sua esclusione dalle graduatorie.
Nonostante ciò, il falso docente riesce comunque a tornare in cattedra. Dal 13 settembre 2023 al 30 giugno 2024 insegna a Cantù, in provincia di Como, e successivamente in un istituto di Monza, dichiarandosi questa volta laureando presso l’Università eCampus. Anche in questo caso, l’ateneo nega ufficialmente qualsiasi iscrizione.
La difesa e la condanna della Corte dei Conti
Nel corso dell’udienza davanti alla Corte dei Conti, l’uomo ha ammesso la falsità delle dichiarazioni, giustificando il proprio comportamento con la necessità di trovare un lavoro. “Avevo necessità di lavorare e credevo di poter svolgere comunque con competenza e dedizione le mansioni richieste”, ha dichiarato.
A sua difesa ha inoltre sottolineato di non aver mai ricevuto segnalazioni negative: “Nessuno si è mai lamentato”, riferendosi a dirigenti scolastici, colleghi, studenti e famiglie. Argomentazioni che non hanno evitato la condanna: per i giudici contabili, gli stipendi percepiti sono da considerarsi indebiti, in quanto ottenuti sulla base di titoli mai posseduti.
La decisione impone ora la restituzione integrale delle somme percepite, chiudendo una vicenda che solleva interrogativi sui controlli preventivi nel sistema delle supplenze scolastiche.
