La volta buona, Marco Carta racconta la sua l’infanzia, la Balivo non riesce a trattenere le lacrime
Il cantante racconta il rifiuto del padre e la morte precoce della madre davanti a Caterina Balivo, lasciando senza parole il pubblico de La Volta Buona.
Il racconto in diretta che colpisce Caterina Balivo
La puntata di giovedì 18 dicembre de La Volta Buona, condotta da Caterina Balivo, si è trasformata in un momento di forte impatto emotivo. Al centro dello studio, Marco Carta ha ripercorso alcuni passaggi decisivi della sua infanzia, segnati da assenze dolorose e lutti precoci. Un racconto ascoltato in silenzio dagli ospiti e dalla conduttrice, visibilmente commossa, nonostante l’abitudine a storie difficili. Il cantante ha parlato con lucidità e compostezza di un passato che continua a pesare, spiegando come quelle esperienze abbiano inciso sulla sua crescita personale e artistica. La sua testimonianza ha attraversato il pubblico senza filtri, mostrando la fragilità di un bambino che si è trovato troppo presto a fare i conti con il rifiuto e la perdita.
Il rifiuto del padre e l’attesa mai finita
Uno dei passaggi più intensi del racconto riguarda l’incontro mai avvenuto con il padre biologico. Marco Carta aveva sette anni quando la madre gli annunciò che finalmente avrebbe conosciuto quell’uomo di cui aveva solo sentito parlare. Il cantante ha ricostruito con precisione quel pomeriggio, rimasto impresso nella memoria. “Ci tenevo a fare bella figura, ero vestito bene, stavo attentissimo a non sporcarmi, l’appuntamento era alle quattro ma io ho insistito per andare un’ora prima. Ero piccolo ed emozionato. Mia mamma mi aveva detto di non dirlo a nessuno che quel pomeriggio avrei conosciuto mio padre, ma io la mattina a scuola l’avevo detto a tutti.”
L’attesa, però, si trasformò in una ferita profonda. Il padre non si presentò mai. “Ogni uomo che passava, pensavo fosse lui. Ho aspettato, ho aspettato tanto, ma il tempo passava e lui non arrivava. Alla fine, mamma mi ha portato via. E per me, da quel momento, è morto.” Parole che hanno lasciato lo studio sospeso, mentre Caterina Balivo cercava di contenere la commozione.
La perdita della madre e il ruolo decisivo della nonna Elsa
Il racconto è proseguito con un altro passaggio cruciale. Il padre di Marco Carta morì realmente due anni dopo quell’episodio, a soli 32 anni. Una notizia che il cantante ha ammesso di aver accolto senza reazioni, come se quel legame fosse già stato spezzato. Poco dopo, anche la madre si ammalò gravemente. Colpita da un tumore, morì a 28 anni. “Però”, ha raccontato Marco Carta, “Lei nel frattempo mi ha dato tutto quello che poteva darmi. Crescere con il rifiuto di mio padre invece è stato complicato: durante l’adolescenza mi sentivo lacunoso, mi sono fatto del male, ero arrabbiato con gli altri e con me stesso.”
A tenerlo in piedi, in quel periodo, è stata la nonna Elsa, figura centrale della sua vita. “Era bella dentro e fuori, io la chiamavo Lady Oscar perché era bionda. Era una donna coraggiosa: aveva perso una figlia giovanissima, ma non aveva smesso di volersi bene. Lei amava se stessa e per questo riusciva ad amare anche gli altri. Nonna aveva 74 anni, pensavo di poterla vivere ancora di più.” Durante la messa in onda delle immagini dedicate alla nonna, l’emozione ha attraversato tutto lo studio, con Caterina Balivo visibilmente provata mentre il racconto giungeva al termine, lasciando spazio solo al silenzio.
