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Sondaggi 2025: Meloni da record, fermo il Pd, giù il M5S, in bilico FI e Lega

Gli ultimi sondaggi di Termometro Politico certifica il record di Fratelli d’Italia. Il Pd resta distante, M5S arretra. Fiducia in Meloni sopra il 40%, italiani scettici sugli asset russi e indifferenti alla vendita di Repubblica e Stampa.

Fratelli d’Italia vola nei sondaggi, opposizioni inseguono

L’ultimo sondaggio di Termometro Politico, con interviste raccolte tra il 16 e il 18 dicembre 2025, fotografa un nuovo massimo per Fratelli d’Italia.
Il partito guidato da Giorgia Meloni sale al 30,4%, guadagnando quattro decimi in una sola settimana e consolidando una leadership ormai strutturale.
Alle spalle, il Partito Democratico di Elly Schlein resta fermo al 22,1%, incapace di ridurre il distacco.
Il Movimento 5 Stelle arretra al 12%, perdendo due decimi.
Nel centrodestra continua il duello tra Lega all’8,7% e Forza Italia all’8,6%.
Alleanza Verdi e Sinistra scende al 6,5%, mentre Azione di Carlo Calenda torna a rischiare la soglia di sbarramento con il 3%.
Seguono Italia Viva al 2,4%, +Europa all’1,6%, Democrazia Sovrana Popolare all’1,3% e Noi Moderati all’1,1%.

Fiducia in Meloni sopra il 40% a fine anno

Il sondaggio misura anche il gradimento personale della presidente del Consiglio.
Alla domanda “Ha fiducia nella presidente del Consiglio?”, il 26,9% risponde “molto” e il 13,2% “abbastanza”, portando il livello complessivo di fiducia oltre il 40%.
Il 49,8% dichiara invece di non avere “per nulla” fiducia, mentre solo lo 0,5% non risponde.
Un dato che conferma una forte polarizzazione, ma anche una tenuta solida del consenso personale di Meloni a fine 2025.

Asset russi, Ucraina e media: cosa pensano gli italiani

Il sondaggio affronta anche il tema dell’utilizzo degli asset russi congelati per finanziare gli aiuti all’Ucraina.
La maggioranza degli italiani è contraria: il 30,8% parla di “furto illegale” e di rischio per gli investimenti globali, mentre un ulteriore 23,7% teme precedenti pericolosi e preferirebbe altre forme di sostegno a Kiev.
Solo il 22,7% è fortemente favorevole all’uso degli asset come garanzia per gli aiuti, mentre il 15,9% esprime un sì prudente, legato all’eccezionalità del contesto.
Sul fronte mediatico, infine, la vendita delle testate del gruppo Gedi non preoccupa la maggioranza: il 56% degli intervistati considera l’operazione irrilevante o addirittura positiva.
Solo una minoranza teme ricadute sulla libertà di stampa, mentre una quota significativa giudica Repubblica e La Stampa già lontane da un ruolo indipendente.