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Salvini sostiene il gioielliere condannato per uccisione di due ladri, “Io sto con Mario, la difesa è sempre legittima”

Matteo Salvini sostiene con un video e un post social una raccolta fondi per Mario Roggero, condannato in Appello a 14 anni e nove mesi per l’uccisione di due rapinatori.

Il post di Salvini e la raccolta fondi

Il segretario della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha pubblicato un video e un post sui social per sostenere una raccolta fondi a favore di Mario Roggero, il gioielliere che nel 2021, a Gallo Grinzane, uccise due rapinatori e ne ferì un terzo.
Nel messaggio diffuso su X, Salvini ha indicato anche l’Iban e la causale per contribuire economicamente, spiegando le ragioni del suo sostegno pubblico al commerciante piemontese.

La condanna in Appello e le parole del leader leghista

Roggero, oggi 71enne, è stato condannato lo scorso 3 dicembre in Appello a 14 anni e nove mesi di reclusione, una pena ridotta rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado.
Nel video, Salvini afferma: “Io sto con Mario Roggero. Auguri innanzitutto, buona fine anno. Chi è Mario Roggero? Un uomo che ha lavorato una vita, commerciante in Piemonte, ammirato e stimato da tutti. All’ennesima rapina nel 2021 reagì per difendere se stesso e la moglie e purtroppo la reazione comportò la morte di due dei ladri”.
Il vicepremier prosegue ricordando le conseguenze giudiziarie: “Da allora un calvario che l’ha portato a una condanna a 14 anni e nove mesi, a un risarcimento di mezzo milione di euro alle famiglie dei poveri rapinatori caduti e a altre centinaia di migliaia di euro di spese legali. Dobbiamo e vogliamo dare una mano a Mario”.

“La difesa è sempre legittima”, la presa di posizione finale

Nel messaggio conclusivo, Salvini ribadisce la sua posizione politica e personale: “Quindi, augurandovi qualche giorno di serenità – prosegue il ministro –, col nostro e vostro contributo anche la famiglia di Mario può andare avanti un pochino più tranquillamente. Io sto con Mario Roggero, la difesa è sempre legittima”.
Le parole del leader leghista hanno riacceso il dibattito pubblico sul tema della legittima difesa e sul sostegno politico a persone condannate in via giudiziaria, mentre il caso Roggero continua a dividere l’opinione pubblica tra garantismo, sicurezza e responsabilità penale.