Tommaso Cerno si confessa: “Coming out a 13 anni, mia madre aveva già capito. La politica un disastro”
A Udine, Tommaso Cerno ripercorre infanzia, coming out a 13 anni e l’ingresso in politica, definito oggi l’errore più grande della sua vita.
Tommaso Cerno e l’infanzia difficile a Udine
Ospite del programma Ciao Maschio, condotto da Nunzia De Girolamo, Tommaso Cerno ha raccontato una parte poco conosciuta della propria vita, tornando agli anni dell’infanzia trascorsi a Udine. Un racconto che affonda le radici negli anni Settanta, in un contesto che il giornalista descrive come duro e privo di privilegi. “Io ero povero”, ha spiegato, ricordando un’esistenza segnata da ristrettezze economiche, senza la possibilità di avere nemmeno una bicicletta. La quotidianità si svolgeva tra casa e oratorio, in un quartiere periferico al confine con l’allora blocco comunista. In quel contesto, un sacerdote ebbe un ruolo decisivo nel suo percorso, indicandogli la strada dello studio e dimostrando che anche chi cresce ai margini può accedere alla conoscenza e al pensiero filosofico.
Il coming out a 13 anni e il rapporto con la madre
Uno dei passaggi più intimi dell’intervista riguarda il coming out, avvenuto quando Tommaso Cerno aveva appena 13 anni. Il giornalista ha raccontato di aver svegliato la madre nel cuore della notte per confessarle: “Mamma, mi piacciono i ragazzi”. Una rivelazione accolta con una reazione che lo ha segnato profondamente. La donna, assistente sociale, rispose con naturalezza: “Mi hai svegliata per questo? Me l’aveva già detto il pediatra quando avevi cinque anni”. Un episodio che Cerno rievoca con ironia amara, sottolineando come la madre avesse compreso da tempo ciò che lui stesso faticava ad accettare. Quel dialogo rappresenta, nel suo racconto, un momento di svolta nel rapporto familiare e nella costruzione della propria identità personale.
La politica come errore e il pentimento
Ampio spazio è stato dedicato anche al capitolo politico, che Tommaso Cerno oggi definisce senza esitazioni come il più sbagliato della sua carriera. “Entrare in politica è stato l’errore più grande della mia vita”, ha affermato. Una scelta maturata, secondo il suo racconto, non per ambizione ma per paura, nel timore di non riuscire a continuare a vivere di giornalismo. L’esperienza parlamentare viene descritta come un periodo di forte disillusione, segnato anche dal confronto con Matteo Renzi. “Feci il parlamentare per paura”, ha ribadito, spiegando che quel percorso, pur avendolo fatto crescere, è un capitolo che cancellerebbe. Oggi Cerno guarda a quella fase come a una deviazione forzata, lontana dalla sua vera vocazione professionale.
