Crans-Montana, gestori dopo l’incendio mortale: “E’ una catastrofe”, indagati
A Crans-Montana i gestori del locale Le Constellation sono indagati per omicidio colposo dopo il rogo di Capodanno che ha causato decine di vittime. Indagini in corso.
Crans-Montana, l’inchiesta dopo la strage di Capodanno
Le autorità svizzere hanno aperto un fascicolo giudiziario sulla tragedia avvenuta nella notte di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio scoppiato all’interno del locale Le Constellation ha provocato la morte di almeno 40 persone e il ferimento di altre 121, in gran parte giovani.
Sono indagati Jacques Moretti e la Maric, Jessica Maric, gestori del locale, accusati a titolo colposo di omicidio, lesioni personali e incendio. Al momento nei loro confronti non è stata disposta alcuna misura di custodia cautelare. I due sono stati ascoltati nelle scorse ore dalla procuratrice del Canton Vallese, Beatrice Pilloud, che aveva anticipato la possibilità di un’indagine penale per chiarire eventuali responsabilità legate alla gestione della struttura.
L’inchiesta mira a ricostruire con precisione la dinamica dell’incendio e a verificare se siano state rispettate tutte le norme previste in materia di sicurezza.
Accertamenti su struttura, materiali e misure di sicurezza
Secondo quanto emerso, l’attenzione degli inquirenti è concentrata sulla struttura del locale, sui materiali utilizzati, sui permessi di esercizio e sulle misure di sicurezza adottate nel corso degli anni. Il Le Constellation era stato rilevato nel 2015 da Jacques Moretti e la Maric, che avevano completato i lavori di ristrutturazione in circa 100 giorni.
I due, entrambi di origine francese e legati alla Corsica, avevano costruito la loro attività imprenditoriale tra Crans-Montana e Lens, aprendo complessivamente tre locali nel Canton Vallese. Ora gli investigatori stanno verificando se eventuali carenze strutturali o irregolarità abbiano contribuito alle conseguenze drammatiche dell’incendio.
Per Jacques Moretti, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa francese, non sarebbe il primo contatto con la giustizia. In passato avrebbe avuto precedenti giudiziari risalenti a oltre vent’anni fa, legati a reati diversi, per i quali avrebbe scontato un periodo di detenzione nella regione della Savoia. Tali elementi sono ora al vaglio degli inquirenti, ma non risultano collegati direttamente ai fatti di Crans-Montana.
Il racconto dell’amico: “Ci hanno detto che era una catastrofe”
Un contributo importante al quadro umano della vicenda arriva dalla testimonianza di Jean Thomas Filippini, musicista e amico di lunga data della coppia. L’uomo ha raccontato di aver incontrato Jacques Moretti e la Maric a metà dicembre, durante un’esibizione nella chiesa del paese.
La notte dell’incendio, appena appresa la notizia, ha cercato di contattarli senza successo. “Appena ho saputo che il locale era in fiamme ho provato a contattarli ma non ho ricevuto risposta. Alla fine mi hanno risposto verso le sei del mattino dicendo che erano vivi ma che ‘era una catastrofe’”, ha riferito.
Secondo quanto raccontato, la Maric avrebbe riportato ustioni a un braccio durante l’incendio, mentre non sono note le sue condizioni attuali. Filippini ha descritto i due come persone dedite al lavoro: “Sono persone che lavorano giorno e notte e che hanno sempre cercato di valorizzare la Corsica e il Canton Vallese attraverso la loro cucina”.
