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Venezuela, Rizzo accusa Trump: “È una guerra di saccheggio per petrolio e risorse”

Dopo l’operazione americana contro Nicolas Maduro, Marco Rizzo accusa gli Stati Uniti e l’Europa: “Altro che pace, è una guerra per petrolio e risorse”.

Marco Rizzo contro Stati Uniti ed Europa

Sulla crisi in Venezuela interviene con toni durissimi Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che attacca frontalmente l’operazione militare americana e la linea degli europeisti.

“Aggressore e aggredito. Adesso daremo armi al Venezuela? Secondo la logica degli europeisti dovremmo farlo”, afferma Rizzo, ironizzando sul doppio standard che, a suo avviso, caratterizza la politica estera dell’Unione Europea.

Per il dirigente politico non ci sono dubbi sulla natura dell’intervento statunitense: “Naturalmente tutto il mondo sa cos’è questo attacco: è una guerra di saccheggio per le risorse petrolifere e minerarie venezuelane”.

“Altro che pace e democrazia”

Nel suo intervento, Marco Rizzo amplia l’accusa agli Stati Uniti come potenza globale.

“È una guerra che il Paese che ha fatto più guerre dalla sua nascita, al mondo, con amministrazioni di ogni colore, ci racconta per l’ennesima volta di fare nel nome della pace e della democrazia”, sostiene.

Secondo Rizzo, la retorica americana sarebbe smentita dai numeri e dalla storia.

“Parliamo del Paese che ha 800 basi militari sparse su tutto il pianeta”, sottolinea, presentando l’operazione in Venezuela come l’ennesimo capitolo di una strategia di potenza mascherata da intervento umanitario.

Le sue parole si inseriscono in un clima politico già fortemente polarizzato, con una parte della sinistra radicale e movimenti antisistema che contestano apertamente l’azione degli Stati Uniti e accusano l’Occidente di perseguire interessi economici sotto la copertura dei valori democratici.

La linea sovranista contro l’intervento Usa

La posizione di Democrazia Sovrana Popolare si colloca in netta contrapposizione tanto al governo italiano quanto alle principali forze europeiste.

Per Marco Rizzo, parlare di aggressore e aggredito nel caso venezuelano non avrebbe senso se non si riconosce il ruolo degli Stati Uniti come potenza intervenuta per motivi strategici.

Le dichiarazioni del leader sovranista alimentano ulteriormente il dibattito sull’intervento a Caracas, già segnato da proteste, manifestazioni e prese di posizione contrapposte nel panorama politico italiano.