“Maduro eletto regolarmente”, Landini in piazza scatena la rabbia, Mieli lo smonta “Fai ridere”
A Roma esuli venezuelani festeggiano la cattura di Nicolas Maduro, mentre Landini, Anpi e sinistra manifestano in sua difesa. Duro scontro politico e mediatico.
Esuli venezuelani in strada e sinistra in piazza per Maduro
Due piazze contrapposte, due letture inconciliabili della stessa vicenda.
Da una parte gli esuli venezuelani scesi in strada a Roma per manifestare la propria soddisfazione dopo la cattura di Nicolas Maduro.
Dall’altra Cgil, Anpi e settori della sinistra italiana mobilitati per contestare l’operazione che ha portato il leader di Caracas davanti a un tribunale negli Stati Uniti, dove è comparso insieme alla moglie.
Per la comunità venezuelana in esilio si tratta di un passaggio atteso da anni. Per la sinistra italiana, invece, l’arresto viene letto come un atto politico internazionale da condannare.
Una frattura che si è riversata direttamente nelle strade della Capitale, trasformando la giornata in un confronto acceso e carico di tensione.
Le parole di Landini e la replica di Paolo Mieli
A rendere ancora più esplosivo il clima sono state le dichiarazioni di Maurizio Landini, che ha attaccato Donald Trump e Giorgia Meloni, sostenendo che Maduro sarebbe stato “democraticamente eletto”.
Una tesi che ha scatenato immediate reazioni, considerando che numerosi Paesi, tra cui Italia e Unione europea, non hanno mai riconosciuto la validità di quelle consultazioni elettorali, ritenute segnate da brogli.
A smontare pubblicamente la posizione del leader sindacale è intervenuto Paolo Mieli, durante la trasmissione 24 Mattino su Radio 24:
“I riflessi italiani della vicenda Venezuela fanno ridere: il protagonista è Landini che dice che Maduro è stato eletto regolarmente. Veramente alle ultime elezioni era stato eletto il suo avversario”.
Mieli ha poi aggiunto: “I suoi sindacalisti vanno in giro e trovano i dissidenti venezuelani”, sottolineando la distanza tra la narrazione della sinistra italiana e la realtà vissuta dagli esuli.
Il ruolo politico della Cgil e le critiche
Nel suo intervento, Paolo Mieli ha allargato il ragionamento al ruolo assunto negli ultimi anni dalla Cgil.
Secondo l’editorialista del Corriere della Sera, il sindacato guidato da Landini avrebbe progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre le questioni legate al lavoro.
“I sindacalisti della Cgil, con Landini in primis, si occupano di tantissime cose oltre i problemi del lavoro: dei palestinesi, del referendum giustizia, del Venezuela, forse per correre per un seggio con la sinistra”, ha osservato. “Suggerirei di non cavalcare tutte le cause”.
Parole che fotografano una critica politica precisa: la trasformazione del sindacato in un soggetto sempre più impegnato su fronti internazionali e ideologici, mentre in piazza cresce la distanza con chi quelle realtà le ha vissute direttamente.
La vicenda venezuelana, in questo contesto, diventa lo specchio di una frattura più ampia tra la sinistra italiana e le comunità di esuli, che accusano apertamente Anpi, Cgil e partiti affini di solidarizzare con un regime da cui sono fuggiti.