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Sondaggi 2026, Meloni domina, Schlein non decolla, Conte cresce, pari FI e Lega

Il 2026 si apre con il centrodestra in netto vantaggio nei sondaggi. Fratelli d’Italia resta primo partito, ma il referendum sulla giustizia può rimescolare le carte.

Il 2026 tra referendum e amministrative decisive

Il 2026 sarà un anno elettoralmente strategico. Non si voterà per le Politiche, previste nel 2027, ma per appuntamenti capaci di incidere sugli equilibri politici nazionali. In primo piano c’è il referendum sulla giustizia, la cui data non è ancora fissata, e una tornata di elezioni amministrative in Comuni chiave come Venezia e Reggio Calabria.

Proprio i referendum, come dimostra la storia recente, possono trasformarsi in test politici capaci di rafforzare o indebolire governi e leadership. Ed è su questo fronte che si concentrano le attenzioni dei partiti, consapevoli che un voto popolare può cambiare rapidamente il clima politico.

Sondaggi, centrodestra solido, Meloni resta il perno

Secondo le prime rilevazioni del 2026 dell’istituto BiDiMedia, il centrodestra parte da una posizione di forza. La coalizione si colloca tra il 46% e il 48%, un margine che, se confermato, renderebbe l’esito delle prossime Politiche favorevole anche nel 2027.

Il motore principale resta Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia mantiene il consenso accumulato negli ultimi anni e si muove stabilmente tra il 29% e il 30%, un dato superiore a quello ottenuto alle elezioni del 2022. La fiducia personale nella presidente del Consiglio continua a essere il fattore determinante della tenuta dell’intera coalizione.

Più complessa la situazione degli alleati. Lega e Forza Italia oscillano entrambe tra l’8% e il 9%, con difficoltà evidenti nel tenere il passo di FdI. Da un lato Matteo Salvini appare meno trainante rispetto al passato; dall’altro Forza Italia continua a cercare una nuova identità, ancora segnata dall’eredità di Silvio Berlusconi, come sottolineato anche da Pier Silvio Berlusconi.

Centrosinistra in rimonta, ma il divario resta

Nel centrosinistra, il quadro è più dinamico. Il Partito Democratico si colloca tra il 22% e il 23%, mentre il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte registra una crescita costante e si stabilizza tra il 13% e il 14%.

In aumento anche Alleanza Verdi Sinistra, che si muove tra il 6% e il 7%, diventando un elemento sempre più rilevante nel campo progressista. Sommando tutte le forze, la coalizione di centrosinistra arriva intorno al 44%, ancora sotto il centrodestra ma non a una distanza incolmabile.

Il vero nodo resta la capacità di costruire un’alternativa credibile e unitaria. Molto dipenderà dall’esito del referendum sulla giustizia: una vittoria potrebbe ridare slancio all’opposizione, mentre una sconfitta rafforzerebbe ulteriormente il governo.

Il 2026 si apre dunque con equilibri apparentemente stabili, ma con una variabile decisiva all’orizzonte. Il voto referendario potrebbe diventare il vero spartiacque politico in vista del 2027.