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Genova, cartella clinica falsa: convinta di essere guarita dopo l’operazione al cuore, donna scopre di non essere mai stata operata

La storia di Luciana Peschiera: intervento cardiaco mai eseguito nel 1971, scoperto solo nel 2019 durante una nuova operazione. Il Tribunale di Genova riconosce un maxi risarcimento.

Luciana Peschiera e l’intervento mai eseguito

Per quasi cinquant’anni Luciana Peschiera, oggi 72enne, ha vissuto con la convinzione di essere stata sottoposta, da adolescente, a un delicato intervento al cuore. Una certezza condivisa da tutti i medici che l’hanno seguita nel corso della vita e fondata su una cartella clinica che attestava l’operazione.
La verità è emersa solo nel 2019, quando la donna è stata sottoposta a un nuovo intervento chirurgico. In sala operatoria, i chirurghi hanno scoperto che quell’operazione, indicata come eseguita nel 1971, non era mai stata effettuata. Da qui è partita una lunga vicenda giudiziaria culminata in una sentenza del Tribunale civile di Genova.
Nel primo paragrafo dell’articolo, il riferimento a <u>Luciana Peschiera</u> è centrale per comprendere la portata del caso, che ha sollevato interrogativi profondi sulla gestione sanitaria dell’epoca.

Il ricovero del 1971 e la cartella clinica

Nel 1971 Luciana Peschiera aveva 17 anni quando venne ricoverata all’ospedale San Martino di Genova per correggere un difetto cardiaco congenito. Dopo alcuni giorni di degenza fu dimessa e dichiarata guarita. La documentazione sanitaria indicava che l’intervento era stato regolarmente eseguito.
Quella cartella clinica è rimasta per decenni il riferimento per cardiologi e specialisti che hanno seguito la donna in percorsi di controllo, terapia e riabilitazione. Nessuno ha mai messo in dubbio quanto scritto nei documenti. La paziente ha impostato tutta la propria vita sanitaria sulla base di quella diagnosi, seguendo terapie e indicazioni coerenti con un’operazione che, in realtà, non aveva mai subito.
Solo molti anni dopo, in seguito a due ictus, si è reso necessario un nuovo intervento per la riparazione della valvola mitralica e di quella tricuspide. È in quel momento che i medici hanno constatato l’assenza di qualsiasi segno di un precedente intervento cardiaco, fatta eccezione per una cicatrice esterna compatibile con una semplice apertura e chiusura del torace.

La sentenza e il risarcimento

La scoperta ha dato origine a un procedimento civile che si è concluso con una decisione netta del Tribunale di Genova. I giudici hanno stabilito che l’intervento indicato nella cartella clinica del 1971 non fu mai eseguito. La gestione liquidatoria dell’attuale Asl è stata condannata a risarcire la donna con circa 900 mila euro, cifra che, con interessi, supera complessivamente i due milioni.
Secondo la sentenza, il danno non è prescritto perché la verità è emersa solo nel 2019. Il giudice Pasquale Grasso ha escluso che all’epoca mancassero le competenze mediche necessarie: “Nel 1971 l’ospedale era perfettamente in grado di risolvere la problematica congenita presentata dalla donna”.
Oggi Luciana Peschiera vive con la figlia e i nipoti. Le conseguenze degli ictus hanno comportato gravi limitazioni e la necessità di assistenza continua. Resta irrisolto cosa sia realmente accaduto in corsia più di mezzo secolo fa, ma la sentenza ha accertato che l’operazione documentata nel 1971 non è mai stata effettuata.