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Baby gang nel mirino, Meloni accelera sulla sicurezza, “Basta violenza giovanile”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni annuncia un nuovo intervento contro baby gang e maranza: arresti in flagranza, stop alle armi da taglio e sanzioni per i genitori.

Meloni, “Non volevamo arrestare i bimbi, ma salvarli”

Il tema della sicurezza e delle baby gang torna al centro dell’agenda di governo. Durante la conferenza stampa organizzata dall’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione della stampa parlamentare, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivendicato le scelte già fatte dall’esecutivo, spiegando il senso delle norme introdotte con il decreto collegato al provvedimento su Caivano.

Noi ci siamo occupati in passato di questa materia con il decreto che accompagnava il decreto su Caivano, raccogliendo consigli che venivano da magistrati che lavorano in quei territori”, ha ricordato Meloni. Tra le misure più discusse, la possibilità di arrestare in flagranza un minore trovato in possesso di un’arma da fuoco. Una norma che aveva sollevato forti polemiche. “Fummo accusati di voler arrestare i bimbi, ma il nostro intento era diametralmente opposto: salvare quei minori”, ha chiarito la premier.

“Il fenomeno continua, serve un nuovo decreto”

Meloni ha ammesso che gli strumenti attuali non sono sufficienti. “Questo provvedimento non basta”, ha detto senza esitazioni, riconoscendo che il fenomeno delle gang giovanili e dei cosiddetti maranza “continua a imperversare” in molte città italiane.

Da qui l’annuncio politico più rilevante: “Stiamo lavorando a un altro provvedimento specifico su questo tema, che verrà presentato nei prossimi Consigli dei ministri”. Un segnale chiaro di un inasprimento dell’azione governativa sul fronte della sicurezza urbana e giovanile, tema che resta tra i più sensibili per l’opinione pubblica.

Armi da taglio, vendita online e responsabilità dei genitori

Entrando nel merito delle nuove misure allo studio, la presidente del Consiglio ha citato dati e tendenze emerse dalle statistiche. “Molto spesso gli atti di violenza sono commessi più con armi da taglio che con armi da fuoco”, ha spiegato, indicando la necessità di intervenire su questo fronte.

Tra le ipotesi allo studio ci sono il divieto di porto di armi da taglio, con aggravanti nel caso di persone travisate o di gruppi che si muovono in luoghi sensibili, e il divieto di vendita, anche online, di coltelli e strumenti simili ai minori. Meloni ha inoltre sottolineato la necessità di introdurre sanzioni per i genitori, richiamando il tema della responsabilità familiare.

Queste sono alcune delle questioni sulle quali stiamo lavorando”, ha concluso la premier, lasciando intendere che il prossimo intervento normativo avrà un approccio più ampio e strutturato. L’obiettivo dichiarato resta quello di contrastare la violenza giovanile senza rinunciare alla prevenzione, intervenendo prima che la deriva delle baby gang produca conseguenze irreversibili.