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Gruber affonda l’opposizione: “Schlein e Conte? inadeguati. Così la Meloni può dormire sonni tranquilli”

Nel commento su 7 del Corriere della Sera, Lilli Gruber critica Giorgia Meloni, ma individua nell’opposizione il vero punto debole che favorisce la premier.

Lilli Gruber e l’analisi sull’anno politico

Il passaggio più significativo si trova nelle righe conclusive del commento firmato da Lilli Gruber su 7, il settimanale del Corriere della Sera, dove la giornalista cura una rubrica di risposte ai lettori. La domanda riguarda il futuro politico immediato e il destino del governo guidato da Giorgia Meloni. La conduttrice di Otto e Mezzo offre una valutazione severa sull’operato dell’esecutivo, descrivendo l’azione di Palazzo Chigi come caratterizzata da “poche luci e molte ombre”. Secondo Gruber, il consenso della presidente del Consiglio non deriverebbe tanto dai risultati, quanto dalla capacità di orientare l’agenda pubblica e di individuare di volta in volta un avversario su cui concentrare l’attenzione, un meccanismo definito come “metodo-Meloni”.

Le critiche a Giorgia Meloni e i punti di forza riconosciuti

Nel suo intervento, Lilli Gruber non rinuncia a sottolineare ciò che considera limiti strutturali dell’azione governativa, sostenendo che la leadership della premier si fondi su una narrazione efficace più che su cambiamenti sostanziali. Tuttavia, la giornalista riconosce due elementi che rafforzano la posizione di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia. Il primo riguarda il ritorno al rigore dei conti pubblici, indicato come segnale apprezzato da mercati e osservatori istituzionali. Questo riconoscimento, pur inserito in un quadro critico, rappresenta una delle poche concessioni positive rivolte all’esecutivo nel commento pubblicato sul settimanale.

L’affondo contro opposizioni, Pd e M5s

Il passaggio più netto arriva però nel finale, quando Lilli Gruber sposta l’attenzione sulle forze di opposizione. Nel testo si legge: “Poi c’è il secondo grande vantaggio della destra al potere oggi, il vero cardine su cui costruire le future fortune elettorali. Si chiama ‘opposizione’. Se nel 2026 sarà ancora quella che abbiamo visto negli ultimi tre anni, Giorgia Meloni potrà dormire sonni tranquilli”. Un giudizio che coinvolge direttamente Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Elly la Schlein e Giuseppe Conte, indicati implicitamente come responsabili di una debolezza politica che finisce per rafforzare il governo. Un’affermazione che, per provenire da una voce storicamente critica verso il centrodestra, assume un peso particolare nel quadro del confronto politico nazionale.