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Sicurezza fuori controllo e piano casa: Meloni scopre le carte prima del voto del 2027

A poco più di un anno dalla fine della legislatura, Giorgia Meloni rilancia sicurezza e crescita economica, annunciando nuove misure su baby-gang, piano casa, bollette, fisco e riforme istituzionali.

Sicurezza come priorità politica del governo Meloni

A circa un anno dallo scioglimento delle Camere e con un referendum alle porte, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni utilizza la conferenza stampa di inizio 2026 per delineare la strategia conclusiva della legislatura. La sicurezza emerge come uno dei pilastri dell’azione di governo, insieme alla crescita economica, due temi ritenuti decisivi in vista della lunga campagna elettorale che seguirà il voto referendario.

Sul fronte dell’ordine pubblico, la premier ha riconosciuto che i risultati ottenuti non sono ancora sufficienti. «I risultati per me non sono sufficienti. Penso che questo debba essere l’anno in cui si cambia passo», ha affermato, chiarendo che non si tratta di una sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Meloni ha ricordato i provvedimenti già adottati, dal decreto Sicurezza agli stanziamenti per le forze dell’ordine, passando per le operazioni di controllo del territorio, la restituzione degli immobili occupati abusivamente e la riduzione degli sbarchi irregolari.

I dati, secondo quanto riferito, indicano che nei primi dieci mesi del 2025 «i reati sono calati del 3,5%». Tuttavia, la presidente del Consiglio ha sottolineato come la percezione dei cittadini resti centrale. In questo quadro si inserisce l’allarme sulle bande giovanili, i cosiddetti “maranza”, giovani spesso armati di coltelli. La situazione delle baby-gang, ha ammesso Meloni, «è fuori controllo».

Nuove norme, carcere e tensioni con la magistratura

Al ministero dell’Interno è in fase di elaborazione un nuovo testo normativo che introdurrà il divieto assoluto di portare armi da taglio. La misura sostituirà la normativa del 1975, che punisce il porto di coltelli solo «senza giustificato motivo». Sono previste aggravanti e sanzioni anche per i genitori dei minori coinvolti. Parallelamente, il piano del governo prevede la creazione di undicimila nuovi posti nelle carceri entro il 2027, escludendo provvedimenti di clemenza per il sovraffollamento, ritenuti incompatibili con «la credibilità dello Stato».

Nel suo intervento, Meloni ha citato alcuni casi recenti, come l’imam di Torino la cui espulsione è stata bloccata, o episodi giudiziari che, a suo avviso, hanno vanificato il lavoro delle forze dell’ordine. Pur dichiarando di non voler screditare la magistratura, la premier ha criticato duramente alcune iniziative dell’Anm, affermando che «se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna contro il referendum, questo delegittima».

La polemica si inserisce nel contesto del referendum sulla riforma Nordio, il cui esito è atteso per il 23 marzo, e che rischia di mantenere alta la tensione istituzionale anche nelle prossime settimane.

Crescita economica, piano casa e riforme elettorali

Accanto alla sicurezza, la crescita economica rappresenta l’altro asse del programma di fine legislatura. Meloni ha rivendicato risultati migliori rispetto ai governi precedenti, ottenuti senza compromettere i conti pubblici. Tra le misure annunciate figurano un nuovo decreto per il taglio delle bollette e l’estensione a livello nazionale del modello della Zona economica speciale del Mezzogiorno, basato su incentivi fiscali e semplificazioni amministrative.

Grande attenzione è riservata alle famiglie e ai giovani. Il piano casa, che sarà presentato insieme al vicepremier Matteo Salvini, prevede la realizzazione di centomila nuovi appartamenti «a prezzi calmierati» nell’arco di dieci anni, esclusa l’edilizia popolare. Sul fronte fiscale, il governo punta a un ulteriore taglio dell’Irpef nel 2027, compatibilmente con le risorse disponibili.

Infine, la presidente del Consiglio ha ribadito l’intenzione di intervenire sulla legge elettorale per evitare stalli post-voto. L’appello a un confronto con Elly Schlein resta aperto, mentre Meloni ha chiarito che i rapporti con il capo dello Stato Sergio Mattarella proseguono nel rispetto istituzionale, pur nella diversità di vedute. Il percorso verso le urne, nelle intenzioni della premier, è già tracciato.