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Lo Stato delle Cose, Corona fuori di sè contro Signorini: “Entrai nel sistema che ha distrutto mio padre con il solo fine di distruggerlo”

Fabrizio Corona spiega in tv perché ha rotto con Alfonso Signorini, parlando di interessi, strategie mediatiche e di un piano dichiarato per colpire un sistema televisivo.

Fabrizio Corona e il caso Signorini raccontato su Rai3
Nel corso della puntata de Lo Stato delle Cose, andata in onda lunedì 12 gennaio 2026, Fabrizio Corona ha spiegato pubblicamente le ragioni che lo hanno spinto a rompere ogni rapporto con Alfonso Signorini.
Intervistato all’interno del programma condotto da Massimo Giletti, Fabrizio Corona ha chiarito di non aver agito per vendetta personale, ma per una scelta consapevole e strategica.
Secondo quanto raccontato, la decisione di far esplodere il cosiddetto “caso Signorini” sarebbe maturata dopo aver visto un’intervista del conduttore Mediaset a Che tempo che fa.
«Una sera ero a letto, stavo riposando vedendo Signorini da Fazio che presentava il suo libro. Mi ha colpito. Ho pensato che secondo me era giunto il momento di smetterla con le ca**ate, e di raccontare com’è la realtà dei fatti», ha dichiarato.
Corona ha poi aggiunto una frase che ha attirato particolare attenzione: «Sono entrato in quel sistema che ha distrutto mio padre con un fine unico, entrare nel sistema per poi distruggerlo».

Il rapporto professionale e le accuse di opportunismo
Nel suo intervento, Fabrizio Corona ha escluso in modo netto che tra lui e Alfonso Signorini ci sia mai stata un’amicizia.
Ha parlato piuttosto di un rapporto basato esclusivamente su convenienze professionali.
«Se ho un’intuizione giornalistica e voglio raccontare un fatto, non ho amici», ha affermato.
Corona ha ricordato una collaborazione durata decenni, iniziata quando Signorini era vicedirettore del settimanale Chi e il direttore era Massimo Brindani.
«Ha collaborato con me da vicedirettore di Chi quando io ero l’agenzia più importante d’Italia. È stato ovviamente costretto a trattarmi», ha spiegato.
Secondo Corona, dal 2006 in poi avrebbe firmato decine di copertine e servizi per il settimanale.
«A me interessava lui, a lui interessavo io. Io non la chiamo amicizia», ha ribadito.
Ha inoltre precisato di non nutrire rancore per il fatto di non essere più stato pubblicato negli ultimi due anni.
«Non lo faccio per vendetta», ha sottolineato.

Dalla televisione a Netflix, la versione di Corona
Nel corso dell’intervista, Fabrizio Corona ha ricordato anche alcuni episodi che, a suo dire, dimostrerebbero l’assenza di un legame personale con Signorini.
Ha citato, tra gli altri, il mancato invito alla festa per i trent’anni del settimanale Chi.
«Non c’è stato nel momento del bisogno, non abbiamo mai condiviso nulla insieme», ha dichiarato.
Corona ha poi collegato il suo racconto al progetto editoriale e mediatico che porta avanti da tempo, incluso Falsissimo e la docuserie Io sono notizia dedicata alla sua vita.
Secondo quanto affermato, la sua esposizione mediatica sarebbe parte di una strategia più ampia.
«Sono entrato in quel sistema che ha distrutto mio padre», ha ribadito, «con un fine unico: entrare nel sistema per poi distruggerlo».