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Tagadà, Boldrini attacca Trump: “La democrazia non si esporta con le bombe”. Replica in studio: “Lei è andata in Iran col velo”

A Tagadà Laura Boldrini scatena lo scontro su Iran, Venezuela e caso Trentini, attaccando Trump e criticando il governo Meloni, tra accuse incrociate e tensioni in diretta.

Scontro frontale sull’Iran nello studio di Tagadà

Iran, Venezuela e la liberazione di Alberto Trentini diventano il terreno di un confronto durissimo nello studio di Tagadà, il programma di approfondimento politico in onda su La7.

Protagonista dello scontro è Laura Boldrini, che attacca apertamente il governo guidato da Giorgia Meloni e respinge ogni critica proveniente dall’area non progressista.

Sul dossier iraniano il confronto si accende con il giornalista Sandro Iacometti, che ricorda la visita di Boldrini in Iran con il velo.

La replica è immediata e durissima: “I colleghi della destra non ci possono dare lezioni sull’Iran”.
La controreplica non si fa attendere: “Lei è andata col velo in Iran, ed è proprio per quello che oggi le donne iraniane muoiono”.

Il botta e risposta diventa così acceso da costringere la conduzione ad abbassare i microfoni per riportare ordine nello studio.

“La democrazia non si esporta con le bombe”, l’affondo contro Trump

Il confronto si sposta poi sul piano internazionale.

Boldrini prende di mira il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, contestando qualsiasi ipotesi di intervento militare.

Non si esporta la democrazia con le bombe. Così si crea solo caos”, afferma, ribadendo una linea di netta opposizione all’uso della forza come strumento di politica estera.

Una posizione che entra in collisione con chi, nel dibattito, richiama la necessità di sostenere apertamente le rivolte contro regimi autoritari, in particolare quelli che reprimono con la violenza le proteste popolari.

Il tema del diritto internazionale viene evocato da Boldrini come limite invalicabile, ma proprio questa selettività alimenta ulteriori tensioni nello studio.

Il caso Trentini e la critica al governo Meloni

Nel finale, l’esponente dem interviene anche sulla liberazione di Alberto Trentini, detenuto per oltre 400 giorni in Venezuela insieme all’imprenditore Mario Burlò.

Siamo felici, ma sono stati in prigione oltre 400 giorni… i francesi sono stati liberati prima”, sottolinea Boldrini, scegliendo di rimarcare i tempi della detenzione piuttosto che l’esito finale dell’operazione.

Un’affermazione che evita di riconoscere apertamente il ruolo svolto dal governo Meloni e dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, e che viene letta come l’ennesima critica politica più che come un commento istituzionale.

Il risultato è un confronto aspro, fatto di accuse incrociate e dichiarazioni contrapposte, che conferma come Iran, Venezuela e politica estera restino temi altamente divisivi nel dibattito italiano.