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Feltri attacca Ilaria Salis: “Così la sinistra legittima l’illegalità e perde i cittadini”

Secondo Vittorio Feltri, la sicurezza è un diritto umano elementare. La sinistra italiana, però, nega il problema, accusa chi governa e allontana sempre più cittadini dalle proprie posizioni.

La sicurezza come diritto fondamentale secondo Vittorio Feltri

Per Vittorio Feltri la sicurezza non appartiene a una parte politica. È una condizione minima dell’esistenza civile. Senza sicurezza, sostiene, non esistono libertà, uguaglianza né una vita dignitosa. Eppure, ogni volta che il tema entra nel confronto pubblico, la sinistra italiana reagisce con indignazione, accusando il governo di repressione e autoritarismo. Un atteggiamento che, secondo Feltri, ha contribuito a incrinare la credibilità di quell’area politica agli occhi di chi vive quotidianamente l’insicurezza.
Il giornalista descrive una distanza crescente tra la sinistra e la realtà concreta delle persone. Una distanza che diventa incomprensione strutturale, incapacità di riconoscere i problemi quando disturbano una narrazione ideologica consolidata. Feltri cita episodi avvenuti a Milano, come quelli nei pressi della Stazione Centrale, indicati come simbolo di un disagio reale, spesso liquidato come frutto di suggestioni o propaganda.

Immigrazione e insicurezza percepita nel racconto pubblico

Feltri individua quattro punti centrali. Il primo riguarda l’immigrazione. Secondo il suo ragionamento, la sinistra nega qualsiasi legame tra immigrazione e criminalità non per rispetto dei fatti, ma per adesione al politicamente corretto. Nei resoconti giornalistici, osserva, si evita di indicare l’origine dei responsabili dei reati. Una scelta che non rafforza la fiducia, ma genera sospetto e sfiducia.
Il secondo punto è la definizione di “insicurezza percepita”. Per Feltri è un artificio linguistico che rovescia la responsabilità. Chi ha paura non sarebbe vittima di reati concreti, ma di una percezione distorta. In questo schema, il problema non è il criminale, ma il cittadino. Una narrazione che, a suo avviso, allontana ulteriormente la politica dalla realtà quotidiana.

Politiche di controllo, delinquenti e alleanze politiche

Il terzo punto riguarda l’ostilità verso misure di controllo. Ogni rafforzamento normativo viene definito repressione. Ogni tutela delle forze dell’ordine è letta come violenza dello Stato. Feltri richiama casi in cui amministratori locali hanno criticato i carabinieri invece dei responsabili dei reati, citando anche il ruolo di Beppe Sala e dei suoi consulenti per la sicurezza.
Il quarto punto è la difesa sentimentale dei delinquenti. Nei dibattiti pubblici, secondo Feltri, si tutelano i diritti di chi rapina, mentre chi subisce viene messo in discussione. Questo porta a una morale capovolta, dove la vittima diventa colpevole.
Il nodo finale è politico. Feltri si chiede come la sinistra possa recuperare credibilità mantenendo alleanze che portano figure come Ilaria Salis al Parlamento europeo. Un messaggio che, a suo avviso, trasmette l’idea che violare le regole possa diventare un merito.
Nel confronto finale, Feltri chiama in causa Elly Schlein e Giuseppe Conte, osservando che i cittadini non chiedono soluzioni miracolose, ma una cosa essenziale: tornare a casa vivi.