Decreto sicurezza sotto tiro, Filini inchioda la sinistra, “Vietare l’acquisto di coltelli non è repressione, è tutela”
Dopo La Spezia, il tema sicurezza divide anche il mondo intellettuale. A 4 di Sera Weekend confronto acceso tra Claudia Fusani e Francesco Filini sul decreto sicurezza.
Il fronte intellettuale contro la stretta sulla sicurezza
Non è soltanto la sinistra politica a opporsi a un rafforzamento delle misure sulla sicurezza. Anche una parte del mondo intellettuale prende posizione contro il nuovo decreto, come emerso durante la trasmissione 4 di Sera Weekend, in onda su Retequattro. Al centro del dibattito, la legittima difesa e la violenza nelle scuole, tornate drammaticamente di attualità dopo l’omicidio avvenuto a La Spezia.
La giornalista Claudia Fusani ha riassunto quella che ha definito la posizione dell’area culturale vicina a Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, evidenziando le contraddizioni che, a suo giudizio, attraversano il dibattito sulla sicurezza.
Le critiche al governo e il nodo carceri
Nel suo intervento, Claudia Fusani ha affermato: “Da parte del centro-sinistra c’è una richiesta al governo di maggiore certezza della pena, di maggiori rimpatri di stranieri che vivono in Italia e non avendone diritto e che delinquono, tutte cose che purtroppo però non accadono e non per colpa dei magistrati, perché non ci sono sufficienti carceri”. Una posizione che, secondo la giornalista, evidenzia limiti strutturali del sistema e chiama in causa direttamente l’azione dell’esecutivo.
Fusani ha poi criticato l’impostazione del pacchetto sicurezza, collegandolo all’iniziativa politica di Matteo Salvini: “Sul fatto specifico, ogni volta che succede qualcosa, una legittima difesa, Salvini questo pacchetto di sicurezza l’ha preparato a novembre… Parlare di pacchetto sicurezza di fronte a un fatto come quello di La Spezia mi pare veramente che non c’entri assolutamente nulla”.
La replica di Fratelli d’Italia sui coltelli ai minori
A ricordare che il decreto è frutto dell’intera maggioranza è stato il conduttore Roberto Poletti, sottolineando il coinvolgimento di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. A quel punto è intervenuto Francesco Filini, difendendo il provvedimento.
“Il nuovo decreto sicurezza va a intervenire nei limiti di ciò che può fare un governo, istituendo leggi di buon senso”, ha spiegato Filini, entrando nel merito della norma che vieta la vendita di coltelli ai minori: “Vietare la vendita di coltelli ai minori è di buon senso o no? C’è qualcuno che è favorevole oggi, vista la situazione che stiamo vivendo con ragazzi che entrano con dei coltelli a scuola, a non vietarlo?”.
Nel confronto è intervenuta anche la conduttrice Francesca Barra, osservando che l’arma utilizzata nel caso di La Spezia sarebbe stata presa da casa. Una precisazione a cui Francesco Filini ha replicato: “Allora che significa, che lasciamo libera comunque la vendita? C’è un problema oggettivo, girano troppi coltelli tra i giovani e nelle scuole. Vietarlo è di buon senso. Poi certo, c’è anche un aspetto culturale”.
Il confronto televisivo ha così messo in luce una frattura netta non solo tra maggioranza e opposizione, ma anche tra visioni culturali opposte sul tema della sicurezza e della prevenzione nelle scuole.
