Italia & Dintorni

Barbareschi attacca Ranucci: “Maldicenze, non giornalismo. Io faccio cultura, lui crea sospetti”

Scontro durissimo tra Luca Barbareschi e Sigfrido Ranucci: accuse in diretta, vecchie inchieste riesumate e una sfida finale che incendia la domenica sera di Rai 3.

La stoccata in tv e l’affondo su Report

Il botta e risposta nasce dalla programmazione della domenica sera su Rai 3, dove Report, condotto da Sigfrido Ranucci, precede Allegro ma non troppo, guidato da Luca Barbareschi.
Barbareschi aveva fatto notare pubblicamente come Ranucci non lanciasse mai il programma successivo. Una consuetudine televisiva che, secondo l’attore e regista, dovrebbe essere rispettata. La replica di Ranucci è arrivata direttamente in chiusura di puntata, con una frase destinata a far esplodere la polemica: “Dovrebbe restituire otto milioni di euro. Ora Allegro ma non troppo può cominciare”.

La replica di Barbareschi e il caso degli otto milioni

La risposta di Barbareschi non si è fatta attendere ed è arrivata dalle colonne del Corriere della Sera. L’attore ha respinto ogni accusa, chiarendo l’origine della vicenda economica citata da Ranucci:
“La legge sull’Eliseo non l’ho fatta io, ma è stata pensata quando era premier Paolo Gentiloni, con il ministro della Cultura Dario Franceschini e quello dell’Economia Pier Carlo Padoan. Poi si sono inventati che era scritta male e che i soldi andavano restituiti”.
Barbareschi ha poi precisato: “Non mi sono messo in tasca nemmeno un euro, li ho usati tutti per il teatro”, rivendicando la destinazione culturale dei fondi.

“Torpor”, Berlusconi e la sfida finale

Il giudizio su Ranucci diventa poi personale e senza filtri. “Ranucci mi annoia, l’ho ribattezzato Torpor”, afferma Barbareschi, tracciando un paragone con Milena Gabanelli, indicata come esempio di un modo diverso di fare inchieste.
“È un impiegato della Rai come me, ma è maleducato. Il programma successivo si lancia sempre, ce lo insegnò Silvio Berlusconi”, aggiunge.
Il confronto si chiude con una frase che suona come una provocazione plateale: “È uno dei tanti finti eroi che poi finiscono nel nulla. Lo sfido a duello. A cazzotti o con la spada, scelga lui”. Parole che segnano un punto di non ritorno nello scontro tra due volti noti della televisione pubblica.