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A testa alta chiude, Curcio: “La storia finisce qui” e poi spiega il perché

A testa alta chiude con il finale, Mizio Curcio conferma l’assenza della seconda stagione e anticipa una nuova fiction con Sabrina Ferilli, spiegando anche l’origine di “Scescilia”.

A testa alta chiude la storia, niente seconda stagione

La fiction A testa alta si concluderà definitivamente con la puntata finale in onda questa sera. A confermarlo è lo sceneggiatore Mizio Curcio, che ha chiarito come il racconto sia stato concepito fin dall’inizio come una storia autoconclusiva. “Stasera scopriremo l’identità del colpevole, il cerchio si chiude. Poi, per carità, mai dire mai”, ha dichiarato. Il finale fornirà tutte le risposte rimaste in sospeso, svelando chi ha realizzato il video al centro della vicenda e chiarendo le dinamiche personali che hanno coinvolto i protagonisti. La serie, interpretata da Sabrina Ferilli, ha seguito il percorso della preside Virginia Terzi, travolta da una vicenda privata che ha avuto pesanti ripercussioni pubbliche e professionali. Secondo Curcio, la chiusura narrativa è completa e non lascia trame aperte pensate per un eventuale seguito.

Una nuova serie per Sabrina Ferilli è già in lavorazione

Se A testa alta termina il suo percorso televisivo, per Sabrina Ferilli è già pronto un nuovo progetto. Lo sceneggiatore ha infatti annunciato che sono iniziati i primi lavori su una nuova fiction, sviluppata insieme all’attrice. “A Sabrina Ferilli piace essere portatrice di temi sociali. Stiamo sviluppando insieme il soggetto di una nuova serie che sarà all’altezza di A testa alta. Sono iniziati i primi brainstorming, c’è già stata una prima riunione”, ha spiegato Curcio. Al momento non sono stati diffusi dettagli sulla trama, ma è stato confermato che anche questo progetto affronterà un tema sociale di forte impatto, con Ferilli nuovamente protagonista. L’obiettivo dichiarato è costruire un racconto solido, capace di intercettare un pubblico ampio, replicando il successo ottenuto dalla fiction appena conclusa.

Il successo della fiction e il caso “Scescilia”

A testa alta ha registrato risultati significativi in termini di ascolti, superando il 25% di share e ottenendo riscontri rilevanti anche nella fascia di pubblico tra i 15 e i 34 anni. Un dato che, secondo Mizio Curcio, non era stato previsto inizialmente. “Quello che ha colpito tutti sono i dati sulla fascia dai 15 ai 34 anni. Non ci aspettavamo questo successo tra i giovani”, ha raccontato. Nel corso dell’intervista, lo sceneggiatore ha anche spiegato l’origine del tormentone “Scescilia”, diventato rapidamente popolare. “È colpa mia”, ha ammesso sorridendo. “Quando ho scelto il nome Cecilia, Sabrina Ferilli mi ha chiamato dicendo: ‘Potevi scegliere un nome un po’ più semplice’. Dopo la messa in onda mi ha richiamato e ha scherzato: ‘Va be’ dai, ti è andata bene anche stavolta’”. Un dettaglio che ha contribuito a rendere riconoscibile uno degli elementi più citati della serie, ormai entrato nel linguaggio del pubblico televisivo.