Voci, sospetti su Trump, Meloni gela i giornalisti: “Non scegliamo noi i leader del mondo”
Al vertice Italia-Germania la Meloni respinge le polemiche sul presidente Usa, richiama la democrazia e incassa l’appoggio di Merz, rilanciando l’asse europeo sull’Africa.
“Non è un modo serio di fare politica internazionale”, Meloni stronca le domande su Trump
“Non mi pare un modo serio per affrontare la politica internazionale”.
Con queste parole Giorgia Meloni ha liquidato una domanda di un giornalista che le chiedeva se, alla luce delle voci sullo stato di salute e dei messaggi pubblicati sui social, ci si potesse ancora fidare di Donald Trump.
La risposta è arrivata durante il vertice intergovernativo Italia-Germania, con toni netti e senza aperture a interpretazioni.
“Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti”, ha ribadito la premier, ricordando come gli stessi sospetti siano stati sollevati in passato anche su Joe Biden e persino su di lei, quando era stata costretta ad assentarsi per alcuni giorni per motivi di salute.
“Bisogna fare i conti con la democrazia”, ha aggiunto Meloni, respingendo l’idea che l’affidabilità di un leader possa essere messa in discussione sulla base di voci o percezioni.
“Sono i leader eletti scelti dai cittadini con cui ci interfacciamo, perché non siamo noi a scegliere chi governa le altre nazioni”, ha chiarito, rivendicando un approccio istituzionale e realistico ai rapporti internazionali.
Merz applaude Meloni e rafforza l’asse Italia-Germania
Al fianco della premier italiana, il cancelliere tedesco Friedrich Merz non ha preso le distanze, anzi.
“Non avrei potuto rispondere meglio di quanto ha fatto Giorgia Meloni”, ha dichiarato, confermando una sintonia politica che va oltre la singola polemica su Trump.
Il vertice ha mostrato un asse solido tra Italia e Germania, fondato su una visione comune delle dinamiche internazionali e sul rispetto delle scelte democratiche dei singoli Paesi.
Un messaggio che arriva in un contesto globale segnato da instabilità e tensioni, e che punta a riaffermare il ruolo dei governi eletti come interlocutori legittimi, al di là delle simpatie o delle critiche mediatiche.
La convergenza tra Meloni e Merz è apparsa evidente non solo nelle dichiarazioni pubbliche, ma anche nei documenti ufficiali diffusi al termine dell’incontro.
Africa, Piano Mattei e iniziative comuni: la nuova intesa strategica
Oltre allo scontro verbale sul tema Trump, il vertice intergovernativo ha prodotto un impegno politico concreto.
In una nota congiunta, Italia e Germania hanno annunciato la volontà di lavorare insieme per sviluppare “iniziative congiunte” in Africa, anche sulla base del Piano Mattei lanciato dall’Italia nel gennaio 2024.
“La stabilità e la prosperità nel continente africano sono parte integrante della sicurezza europea e mediterranea e una priorità assoluta per le nostre politiche estere”, si legge nel documento.
L’intesa richiama anche le rinnovate Linee guida per le politiche africane della Germania, varate nel gennaio 2025, e si inserisce in un quadro più ampio di cooperazione europea, in sinergia con la strategia Global Gateway dell’Unione europea.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare le relazioni con i Paesi africani attraverso progetti condivisi, puntando su sviluppo, sicurezza e partenariati strategici.
Un fronte comune che conferma come, al di là delle polemiche, Roma e Berlino intendano muoversi insieme sui principali dossier geopolitici.
