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L’avvocato di Corona dopo Falsissimo: “Arresto impossibile, non ci sono i presupposti”

Dopo Falsissimo l’avvocato Ivano Chiesa chiarisce la posizione di Fabrizio Corona sul caso Signorini, esclude l’arresto e conferma la consegna del materiale alla Procura.


Falsissimo pubblicato nonostante il provvedimento del Tribunale di Milano

La pubblicazione della nuova puntata di Falsissimo da parte di Fabrizio Corona, avvenuta nonostante l’inibitoria del Tribunale di Milano, ha riacceso il confronto giudiziario sul caso che coinvolge Alfonso Signorini e Mediaset.

Nel video, l’ex fotografo torna a parlare del conduttore e allarga il discorso a quello che definisce il “sistema Mediaset”. Una scelta che ha sollevato interrogativi sulla possibile violazione del provvedimento d’urgenza. A chiarire la posizione legale è l’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona, che precisa di non aver visionato il contenuto prima della pubblicazione.

“Gli avevo detto di non diffamare e di non parlare più di Signorini in certi termini. Lui sa quello che fa”, spiega Chiesa, sottolineando di non partecipare alle decisioni editoriali del programma.

Il materiale su Signorini destinato alla Procura

Secondo il legale, Corona avrebbe comunque evitato la pubblicazione dei materiali più sensibili inizialmente previsti. “Se avesse voluto violare apertamente il provvedimento, avrebbe pubblicato la puntata originale”, afferma l’avvocato.

Il materiale contestato, tuttavia, non verrà consegnato al Tribunale Civile. Chiesa chiarisce che sarà depositato presso la Procura della Repubblica e affidato al pubblico ministero Gobbis, titolare dell’indagine su Signorini. “Riteniamo che quei contenuti contengano notizie di reato ed è corretto che sia un magistrato penale a valutarli”, spiega.

Nel caso in cui il giudice civile dovesse ritenere che la nuova puntata contenga elementi diffamatori, la difesa è pronta a reagire nelle sedi opportune. “Ci difenderemo, come è normale che sia”, precisa il legale.

L’ipotesi arresto e i limiti di legge

Nei giorni scorsi era stata avanzata l’ipotesi estrema di un arresto per violazione del provvedimento del giudice. Uno scenario che Ivano Chiesa definisce infondato. “È legalmente impossibile”, afferma.

L’unico reato ipotizzabile sarebbe quello previsto dall’articolo 388 del Codice Penale, relativo alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Una fattispecie che prevede una pena massima inferiore ai limiti necessari per l’applicazione di misure cautelari personali.

“Per arrestare qualcuno in via preventiva servono reati ben più gravi”, chiarisce l’avvocato. Nel frattempo, la difesa ha già annunciato il ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Milano. In caso di esito favorevole, Corona potrebbe rendere pubblico l’intero materiale. In caso contrario, la battaglia legale proseguirebbe nelle sedi sovranazionali.