Senigallia, addio a Franco Amoroso: morto il paziente oncologico rimasto 8 ore a terra in pronto soccorso
Franco Amoroso muore a Senigallia: il paziente oncologico divenuto simbolo delle criticità sanitarie era stato costretto ad attendere otto ore a terra in pronto soccorso.
Franco Amoroso e le ore di attesa diventate un caso nazionale
È morto nella sua abitazione di Senigallia Franco Amoroso, il paziente oncologico che nei giorni scorsi era diventato, suo malgrado, il simbolo delle difficoltà della sanità pubblica. L’uomo era stato costretto ad attendere per circa otto ore seduto e poi sdraiato a terra nel pronto soccorso dell’ospedale cittadino, a causa della mancanza di barelle disponibili.
L’immagine che lo ritraeva sul pavimento della sala d’attesa, con il catetere ancora collegato, aveva suscitato indignazione e commozione in tutta Italia. La vicenda aveva acceso l’attenzione sulle condizioni di sovraffollamento e sulle criticità strutturali dei reparti di emergenza, diventando un caso di rilevanza nazionale.
Amoroso, sessant’anni, era originario di Treviso ma viveva da anni a Senigallia insieme alla moglie Cecilia. Da tempo combatteva contro un tumore diagnosticato due anni fa.
Il decesso in casa e l’assistenza negli ultimi giorni
Nelle ultime settimane le condizioni di Franco Amoroso si erano progressivamente aggravate. Da alcuni giorni era assistito a domicilio dai volontari dell’Associazione Oncologica Senigalliese e dalla moglie, che non lo ha mai lasciato solo durante la fase più difficile della malattia.
L’uomo si è spento nella serata di lunedì 26 gennaio, dopo un improvviso peggioramento del quadro clinico. Solo pochi giorni prima, insieme alla moglie, si era recato nuovamente in ospedale in cerca di cure, trovandosi però davanti a una situazione definita disperata. Alla richiesta di una barella, la risposta ricevuta era stata sempre la stessa: “Non ci sono barelle disponibili”.
Quelle ore trascorse tra dolori lancinanti e attese infinite avevano segnato profondamente la famiglia, trasformando una sofferenza privata in una vicenda di interesse pubblico.
L’inchiesta dell’Ast di Ancona chiusa nello stesso giorno
Per una tragica coincidenza, proprio nel giorno della morte di Franco Amoroso si è conclusa anche l’indagine interna avviata dall’Ast di Ancona. L’inchiesta era stata aperta per chiarire eventuali responsabilità legate a quanto accaduto nel pronto soccorso.
Secondo le conclusioni dell’azienda sanitaria, i protocolli sarebbero stati rispettati e la mancanza di barelle non sarebbe imputabile ai sanitari in servizio. Nessuna responsabilità diretta, dunque, emergerebbe dai controlli interni.
In precedenza, il direttore generale dell’Ast aveva espresso pubblicamente le proprie scuse alla famiglia, dichiarando che episodi simili non dovrebbero mai verificarsi e annunciando verifiche straordinarie. Le conclusioni dell’inchiesta, tuttavia, hanno stabilito che le procedure previste risultavano formalmente corrette, nonostante l’esito drammatico della vicenda.
