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Feltri contro il mito dell’invasione: l’Italia può controllare immigrazione e confini

Vittorio Feltri contesta la narrazione dell’invasione inevitabile, difende sovranità e Stato di diritto e sostiene che l’immigrazione irregolare non sia un destino storico ma una scelta politica.

Vittorio Feltri smonta la narrazione storica

Secondo Vittorio Feltri, l’idea che l’Italia sia condannata dalla storia a subire invasioni e flussi incontrollati nasce da una “narrazione tossica” ripetuta per anni come se fosse una verità naturale.
Feltri chiarisce che richiamare le invasioni del passato è fuorviante, perché nei secoli precedenti non esistevano lo Stato di diritto, confini giuridicamente riconosciuti, il principio di sovranità nazionale, né un sistema di leggi e trattati internazionali capaci di regolamentare gli spostamenti.
In quel contesto dominava la legge del più forte, mentre oggi gli Stati moderni dispongono di ordinamenti giuridici, strumenti di controllo e poteri legittimi per decidere chi entra, chi resta e chi deve uscire.
Accettare l’immigrazione irregolare di massa come un destino inevitabile, sostiene Feltri, non è realismo storico ma una resa ideologica.

Immigrazione, sovranità e applicazione della legge

Feltri afferma che l’immigrazione non è né un dogma religioso né una calamità naturale, ma un fenomeno umano che deve essere governato attraverso regole chiare.
“Regolato significa: controllato, limitato, selezionato. E quando necessario, contrastato”, afferma, ribadendo che espellere chi entra illegalmente non rappresenta una forma di discriminazione ma l’applicazione delle leggi vigenti.
Allo stesso modo, rimpatriare chi non ha diritto a restare viene descritto come esercizio della sovranità di uno Stato.
Feltri denuncia la confusione, ritenuta deliberata, tra il diritto d’asilo, definito “sacrosanto” per chi fugge realmente da guerre o persecuzioni individuali, e l’ingresso indiscriminato di persone provenienti da Paesi considerati sicuri.

Scelte politiche e responsabilità dello Stato

Nelle sue dichiarazioni Feltri sottolinea che non esiste alcuna norma del diritto internazionale che obblighi uno Stato ad accogliere flussi illegali e incontrollati.
L’accoglienza, secondo il giornalista, non è un dovere assoluto ma una scelta politica che deve tenere conto dell’interesse nazionale, della sicurezza e della coesione sociale.
“L’Italia non è condannata a subire. Può decidere. Può difendersi. Può dire dei no”, afferma Feltri, sostenendo che l’inerzia non deriva da fatalità storiche ma da precise responsabilità politiche.
Il messaggio finale invita a smettere di giustificare l’assenza di decisioni attraverso racconti considerati comodi ma privi di fondamento giuridico e storico.