11enne fatto scendere dal bus nel Bellunese, sospeso l’autista Dolomitibus
Un bambino di 11 anni nel Bellunese costretto a camminare sei chilometri nella neve dopo essere sceso dal bus senza biglietto speciale olimpico tra gelo.
Nel Bellunese l’episodio sull’autobus della linea Calalzo-Cortina
L’episodio si è verificato nel Bellunese, lungo la linea 30 Calalzo-Cortina gestita da Dolomitibus. Un bambino di 11 anni è stato fatto scendere dall’autobus perché sprovvisto del cosiddetto “biglietto olimpico”, introdotto dal 23 gennaio in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La nuova tariffazione, pari a dieci euro a corsa, si applica anche ai residenti e ha sostituito il precedente costo di 2,50 euro. La famiglia del minore aveva acquistato in precedenza un carnet di biglietti ordinari, non più ritenuti validi dal conducente. Il bambino è stato quindi costretto a scendere dal mezzo e a percorrere a piedi circa sei chilometri lungo la statale 51 Alemagna, da San Vito di Cadore a Vodo di Cadore, in condizioni climatiche difficili, tra neve e temperature rigide.
Il racconto della madre e le condizioni del bambino
La madre del minore ha raccontato l’accaduto in un’intervista al Tg1, descrivendo lo stato in cui ha trovato il figlio al rientro: “Tremava, faceva fatica a camminare soprattutto nell’ultimo tratto di strada. Sono indignata e delusa, ma sono anche preoccupata perché non è normale che un bambino venga lasciato a piedi così”. Al rientro a casa, dopo circa novanta minuti di cammino, al bambino è stato riscontrato un principio di ipotermia, certificato da un referto medico allegato alla denuncia presentata dalla famiglia. Anche il minore, sentito da la Repubblica, ha riferito: “Su quell’autobus non ci salgo più, riconsegnate tutti i biglietti che abbiamo comprato”, aggiungendo: “Non sentivo più le gambe, non riuscivo ad andare avanti”.
Indagini, sospensione dell’autista e reazioni istituzionali
Sulla vicenda è intervenuta la nonna del bambino, Chiara Balbinot, che ha annunciato un esposto alla Procura di Belluno: “Ora tocca alla procura indagare. Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia”. Secondo quanto ricostruito, l’autista avrebbe richiesto dieci euro in contanti, somma che il bambino non aveva con sé, intimandogli di scendere dal mezzo. L’azienda di trasporto ha comunicato la sospensione del conducente e l’avvio di verifiche interne. Sul caso è intervenuta anche Sindi Manushi, sindaca di Pieve di Cadore, dichiarando: “Questo episodio è allucinante. Esprimo solidarietà alla famiglia per un fatto che ha messo a rischio la sicurezza e la salute del piccolo”.
