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Partorisce una bambina di colore: errore in clinica durante la fecondazione assistita, scambio di embrioni

In Florida una coppia scopre al parto che l’embrione impiantato appartiene a sconosciuti: test genetici confermano l’errore della clinica e scatta l’azione legale.

Florida, errore in clinica di fecondazione assistita

La gravidanza era stata programmata nei minimi dettagli, dopo un lungo percorso medico e con l’obiettivo di diventare genitori. Il momento del parto, però, ha trasformato quella gioia in sgomento. In una clinica specializzata in fecondazione assistita in Florida, una coppia ha scoperto che la bambina appena nata non era biologicamente loro.
La scoperta è avvenuta immediatamente: entrambi i genitori sono bianchi, mentre la neonata è nera. Un elemento che ha fatto emergere subito il sospetto di un errore grave nella gestione degli embrioni. Successivi test genetici hanno confermato che la bambina non è figlia biologica di nessuno dei due. Secondo la documentazione depositata in tribunale, alla donna sarebbe stato impiantato l’embrione appartenente a un’altra coppia, completamente estranea.

Gli embrioni crioconservati e la scoperta dopo il parto

Dagli atti giudiziari emerge che nel 2020 la coppia aveva crioconservato tre embrioni presso la clinica. Nell’aprile 2025, uno di questi sarebbe dovuto essere impiantato. La gravidanza è proseguita senza anomalie fino al parto, avvenuto a metà dicembre dello scorso anno.
“La mamma ha dato alla luce una bambina femmina bellissima e sana ma ci si è accorti subito che la piccola non era caucasica”, ha dichiarato il legale della coppia negli atti depositati. Il successivo esame genetico ha confermato che l’embrione impiantato non apparteneva ai genitori che avevano affrontato la gravidanza.
Secondo la coppia, l’errore potrebbe essere doppio: oltre ad aver ricevuto un embrione non loro, ritengono che il proprio embrione possa essere stato impiantato a un’altra donna, che potrebbe essere incinta o aver già partorito un figlio biologicamente loro.

L’azione legale e le richieste alla clinica

La vicenda è ora all’esame del tribunale. I genitori hanno chiesto al giudice di ordinare alla clinica di rintracciare sia i genitori biologici della bambina sia l’eventuale coppia che potrebbe aver ricevuto il loro embrione.
“Altrettanto preoccupante per i querelanti è l’ovvia possibilità che un’altra donna abbia ricevuto uno o più dei loro embrioni e stia crescendo uno dei loro figli”, ha spiegato ancora il legale.
La coppia ha inoltre chiesto che la clinica informi tutte le coppie che avevano embrioni crioconservati nella struttura nell’anno precedente al parto e che si faccia carico dei test genetici per tutti i bambini nati nella clinica negli ultimi cinque anni.
Pur avendo dichiarato di essersi affezionati profondamente alla bambina e di volerla crescere, i genitori temono che i veri genitori biologici possano presentarsi in qualsiasi momento. “Ritengono sia loro responsabilità morale e legale fare ogni tentativo ragionevole per trovare i genitori biologici”, ha chiarito l’avvocato.
Con un provvedimento urgente, il giudice ha ordinato alla clinica di presentare in pochi giorni un piano dettagliato per gestire la situazione. La struttura si è detta disponibile a sostenere i costi dei test genetici e a contattare le altre coppie, precisando però che gli esami potranno essere effettuati solo su base volontaria.