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Covid, FdI accusa Conte: “Mascherine comprate a prezzi triplicati e consulenze da milioni”

In Commissione Covid emergono fatti giudicati gravissimi su forniture di mascherine e presunti intermediari vicini a Giuseppe Conte, Fratelli d’Italia chiede un’informativa urgente al ministro Carlo Nordio.

Commissione Covid, la richiesta di Fratelli d’Italia e l’informativa urgente a Nordio

Il caso esplode alla Camera dei deputati e scuote l’Aula di Montecitorio. La deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri ha chiesto formalmente un’informativa urgente del governo e del ministro della Giustizia Carlo Nordio su quanto emerso nell’ultima audizione della Commissione d’inchiesta Covid.

La richiesta nasce dai contenuti dell’audizione testimoniale di Giovanni Buini, imprenditore attivo nel settore dell’abbigliamento da lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, ascoltato martedì 27 gennaio. L’audizione ha riportato al centro dell’attenzione una vicenda relativa alle forniture di mascherine chirurgiche FFP1 nei primi mesi della pandemia, tra marzo e aprile 2020, già oggetto di un’inchiesta della Procura di Roma, poi archiviata.

Secondo Buonguerrieri, dai lavori della Commissione stanno emergendo elementi che meritano un approfondimento istituzionale. “Dalla Commissione Covid, tra i tanti fatti gravi che stanno emergendo, ve ne è uno emerso in audizione martedì scorso su cui riteniamo che il governo debba offrire delle spiegazioni agli italiani”, ha dichiarato in Aula la deputata di FdI.

Mascherine, Arcuri, Conte e le presunte consulenze

Nel dettaglio, Alice Buonguerrieri ha ricostruito quanto riferito dall’imprenditore Giovanni Buini. “Un imprenditore è venuto a dire che durante la pandemia si era proposto di fornire un numero rilevante di mascherine che qualcun altro – e mi riferisco al commissario Arcuri – è venuto a riferirci di averle comprate dalla Cina e di averle pagate un miliardo 251 milioni, il triplo, il quadruplo del prezzo di mercato di quel periodo”.

Secondo il racconto, Buini avrebbe confermato alla Commissione quanto già dichiarato alla magistratura. “Questo imprenditore è venuto a confermare ciò che aveva già riferito all’autorità giudiziaria: ovvero che in prospettiva della stipula di un contratto, veniva invitato nello studio Alpa, dove si incontrò con chi si era qualificato per persona vicinissima all’ex premier Giuseppe Conte”.

Un passaggio ritenuto particolarmente delicato riguarda il collegamento tra la fornitura e una consulenza. “Queste persone correlano il perfezionamento di quella fornitura dal valore di 60 milioni di euro alla stipula di un contratto di consulenza dal valore di circa 13 milioni di euro, senza che fosse chiaro che tipo di consulenza vi fosse ad oggetto di questo contratto, tanto da indurre questo stesso imprenditore a rinunciare a questa commessa per il timore che qualcuno potesse considerarla una tangente”.

Per Buonguerrieri, la vicenda non sarebbe stata approfondita a sufficienza. “Non se ne è occupata in maniera per noi adeguata la magistratura, che ha celermente archiviato questa vicenda, ed è proprio per questo che ci rivolgiamo al governo e al ministro Nordio”.

Scontro in Aula, la replica del M5S e la difesa di FdI

La richiesta di informativa ha provocato una reazione immediata del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Riccardo Ricciardi ha respinto le accuse, associandosi comunque alla richiesta di informativa. “Noi non abbiamo paura di nulla. Il presidente Conte non ha paura di nulla e infatti, quando è stata aperta un’inchiesta su quel periodo drammatico, non si è difeso dal processo, ma è andato nel processo ed è stato archiviato”.

Ricciardi ha poi attaccato la maggioranza: “Fortunatamente in quel momento non c’era la destra al governo. Altrimenti avremmo visto una catastrofe”.

Contraria all’informativa si è detta Alleanza Verdi Sinistra. Il deputato Filiberto Zaratti ha dichiarato: “Non vediamo necessità di una informativa del governo su una vicenda che non può riguardare questa Camera, che non è un giudice. La richiesta ha motivi politici da parte di questa destra che cerca pretesti e tribunali”.

In difesa della richiesta di FdI è intervenuto il capogruppo Galeazzo Bignami. “Bene ha fatto la deputata Alice Buonguerrieri a chiedere che il governo venga in Aula per chiarire le recenti notizie che stanno emergendo dalle ultime audizioni nella Commissione d’inchiesta Covid. Quanto riferito in Commissione Covid è gravissimo e non è possibile lasciarlo cadere nel vuoto”.

Bignami ha concluso con parole nette: “Non ci faremo intimidire da chi, oggi all’opposizione ma allora al governo, non vuole che gli italiani sappiano se la loro salute è finita nelle mani di affaristi senza scrupoli”.