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Incontri blindati tra Renzi e Vannacci, il piano per detronizzare Giorgia Meloni

Matteo Renzi incontra Roberto Vannacci lontano dai riflettori per convincerlo a lasciare la Lega, correre da solo e sottrarre voti decisivi a Giorgia Meloni.

Renzi e Vannacci, incontri riservati per cambiare gli equilibri politici

Tra Roma e i suoi luoghi più riservati, Matteo Renzi e Roberto Vannacci si sono incontrati almeno due volte. Appuntamenti lontani da telecamere e cronisti, organizzati in un circolo canottieri della Capitale, che segnano l’avvio di un dialogo politico tanto silenzioso quanto potenzialmente dirompente. Secondo quanto ricostruito, il leader di Italia Viva starebbe cercando di convincere il generale a rompere con la Lega e a presentarsi da solo alle prossime elezioni.

L’obiettivo strategico di Renzi sarebbe chiaro: favorire la nascita di un soggetto politico guidato da Vannacci capace di intercettare una parte dell’elettorato sovranista, sottraendo consensi decisivi al centrodestra di governo. Nella visione dell’ex premier, anche un 3% in meno potrebbe essere sufficiente a impedire a Giorgia Meloni di vincere le elezioni. Un’operazione che, nelle intenzioni, avrebbe effetti anche sul fronte opposto, indebolendo contemporaneamente Elly Schlein e il Partito Democratico.

Il progetto di Renzi e il ruolo chiave di Vannacci

Nel ragionamento che circola nell’area renziana, Renzi non nasconde il pessimismo su una vittoria costruita attorno all’asse con Schlein. Allo stesso tempo, il progetto Casa Riformista viene considerato ancora distante dai numeri necessari per incidere davvero. Da qui l’idea di puntare su Vannacci come elemento di rottura, in grado di riequilibrare i conti e creare uno stallo politico.

Uno scenario che, in caso di risultato incerto, renderebbe centrale il ruolo dei manovratori parlamentari in una legislatura chiamata anche a eleggere il prossimo Presidente della Repubblica. In questo contesto, nei desideri dei renziani, potrebbe aprirsi la strada a un ritorno in campo della famiglia Berlusconi, favorita dall’implosione sia del Pd sia del centrodestra tradizionale, a partire da Forza Italia. Tuttavia, il nodo resta uno: Vannacci esita, prende tempo, non scioglie la riserva sulla rottura con il Carroccio.

Pressioni, voci e tensioni dentro la Lega

Nel frattempo, sul generale cresce il pressing politico. Dal governo trapelano indiscrezioni sulle sue presunte posizioni filorusse, mentre Giorgia Meloni viene descritta come sempre più irritata dal protagonismo di Vannacci. L’ipotesi di un suo addio imminente alla Lega, data per certa nei giorni scorsi, è stata rinviata.

Secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stato recapitato un messaggio a un partito di opposizione con una promessa esplicita: garantire visibilità mediatica in cambio di un’azione capace di far perdere Meloni alle prossime elezioni. A rafforzare i sospetti è stata una dichiarazione pubblica dello stesso Renzi, che parlando di Vannacci ha avvertito: “La Lega e la destra rischiano di perdere voti quando c’è qualcuno più a destra. Mi state sottovalutando Vannacci”.

Sul fronte interno, la Lega appare in difficoltà. Si parla di un Vannacci che spererebbe persino di essere allontanato, mentre Matteo Salvini si troverebbe sempre più isolato all’interno del partito. In questo clima di incertezza, le prossime mosse del generale potrebbero diventare decisive per gli equilibri politici nazionali, aprendo una fase di instabilità che coinvolgerebbe sia il centrodestra sia l’opposizione.