“Nostro figlio è un bravo ragazzo”: i genitori del 22enne arrestato per aver pestato l’agente a Torino
Angelo Simionato, 22 anni, incensurato e arrivato dalla Toscana, è stato arrestato per il pestaggio dell’agente Alessandro Calista durante il corteo contro Askatasuna a Torino.
Angelo Simionato arrestato dopo gli scontri di Torino
Angelo Simionato, 22 anni, originario della provincia di Grosseto, è stato arrestato dalla Digos di Torino con l’accusa di aver partecipato al pestaggio dell’agente Alessandro Calista durante il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. L’arresto è avvenuto in flagranza differita, grazie all’analisi dei filmati degli scontri.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il Simionato non sarebbe stato tra i soggetti più violenti dell’aggressione, ma avrebbe fatto parte del gruppo che ha circondato l’agente, finito a terra sotto una decina di persone vestite di nero. A consentire l’identificazione sarebbero stati alcuni dettagli di colore rosso sugli indumenti, emersi chiaramente nelle immagini. Trasferito nella notte nel carcere Lorusso e Cutugno, il giovane deve ora rispondere di accuse pesanti.
Le accuse: lesioni, rapina e violenza a pubblico ufficiale
Il profilo contestato a Angelo Simionato è quello di un giovane incensurato, vicino all’area anarchica, arrivato a Torino appositamente per partecipare alla manifestazione. Le accuse nei suoi confronti comprendono il concorso in lesioni personali aggravate a pubblico ufficiale. A queste si aggiunge una denuncia per concorso in rapina, legata al presunto sottrarsi dello scudo, del casco e della maschera antigas all’agente Calista durante l’aggressione.
Un’ulteriore contestazione riguarda la violenza a pubblico ufficiale in un diverso episodio avvenuto nel corso della stessa giornata, quando il Simionato sarebbe stato sorpreso mentre lanciava oggetti contro le forze dell’ordine. Complessivamente, durante le due ore di scontri, 24 persone sono state fermate, identificate e denunciate per vari reati, tra cui travisamento, porto di armi improprie e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. La Digos ha inoltre sequestrato passamontagna, scudi artigianali, sassi, chiavi inglesi e coltelli.
I genitori e il contesto della manifestazione
Dopo l’arresto, i genitori di Angelo Simionato si sono recati a Torino per difendere l’immagine del figlio. “Siamo brave persone, ci spiace molto per quello che è successo. Anche nostro figlio è un bravo ragazzo”, avrebbero dichiarato all’ingresso del carcere Lorusso e Cutugno. Una frase che accompagna spesso vicende giudiziarie di questo tipo, mentre l’inchiesta prosegue.
Il contesto in cui è maturato l’arresto resta ampio e articolato. In strada erano presenti oltre 1.500 manifestanti, descritti dagli inquirenti come organizzati in gruppi, dotati di scudi in lamiera e coordinati con nomi in codice. La Digos ha inoltre intercettato 54 stranieri prima che raggiungessero il corteo, tra cui cittadini francesi, turchi, australiani, greci e messicani. Un quadro che, secondo le forze dell’ordine, evidenzia una struttura preparata e non improvvisata degli scontri avvenuti nel capoluogo piemontese.
