Fuori dal Coro nella bufera, poliziotto punta una pistola in camera durante il monologo
A Fuori dal Coro un poliziotto punta una pistola verso la telecamera. Il monologo televisivo accende le polemiche e rilancia la linea del Governo su sicurezza e forze dell’ordine.
Fuori dal Coro, la scena choc in apertura di puntata
La puntata di domenica 1° febbraio di Fuori dal Coro, trasmissione condotta da Mario Giordano su Rete4, si è aperta con un video destinato a far discutere.
Al centro dello studio, l’ispettore di Polizia Paolo Macchi, dirigente nazionale del SIULP, ha iniziato il suo intervento puntando una pistola direttamente verso la telecamera.
L’effetto visivo è stato immediato: agli spettatori è apparsa un’arma rivolta frontalmente, creando un clima di forte tensione sin dai primi istanti del programma.
Il monologo è stato inserito nel contesto del racconto di quanto accaduto a Rogoredo, dove un agente ha ucciso un 28enne durante un’operazione antidroga.
La scelta comunicativa ha attirato l’attenzione anche nei giorni successivi, complice la diffusione delle immagini sui social e il rilancio da parte del vicepremier Matteo Salvini.
Il monologo dell’ispettore Paolo Macchi
Durante l’intervento, Paolo Macchi ha spiegato le ragioni che, a suo avviso, giustificano l’uso della forza da parte delle forze dell’ordine.
Rivolgendosi direttamente ai telespettatori, ha dichiarato: “Guardatela bene, è solo un giocattolo da poche decine di euro, ma sono certo che se ve la puntassi, alzereste le mani e mi consegnereste il portafogli, pensate se a puntarvela fosse uno spacciatore in un bosco di notte”.
Nel prosieguo del discorso, l’ispettore ha aggiunto: “Credo si possa parlare di un uso legittimo delle armi, soprattutto da chi viene armato dallo Stato, ma se così non fosse disarmateci”.
Ha poi fatto riferimento agli scontri avvenuti a Torino, ricordando le immagini di un agente colpito durante una manifestazione: “Mettiamo tutti d’accordo quando siamo in ginocchio, finiti, magari con qualcuno che ci prende a martellate”.
Il monologo si è chiuso con un messaggio netto: “Non ci farete arrendere”.
La linea del Governo e il decreto sicurezza
La narrazione proposta da Fuori dal Coro si inserisce in una linea politica che sostiene apertamente l’operato delle forze dell’ordine.
In questo contesto si colloca anche l’iniziativa della Lega guidata da Matteo Salvini, che ha promosso una raccolta firme a sostegno della tutela legale degli agenti.
Il riferimento è al decreto sicurezza su cui lavora il Governo Meloni, che punta a rafforzare le garanzie per chi utilizza la forza in servizio.
Tra le ipotesi allo studio, vi sarebbe una norma che limita l’iscrizione nel registro degli indagati nei casi in cui l’atto violento sia ritenuto giustificato, come nella legittima difesa.
Uno scudo penale che, secondo i promotori, dovrebbe tutelare in modo particolare gli appartenenti alle forze di polizia.
