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Scontri di Torino, scarcerati due arrestati: la giudice “guerriglia urbana, organizzata”, Salvini replica “Vergogna”

La gip di Torino riconosce la “guerriglia urbana” pro Askatasuna. Due arrestati tornano liberi con obbligo di firma, uno ai domiciliari. Salvini attacca: “Vergogna”.

La decisione della gip e il riconoscimento della guerriglia

Due dei tre manifestanti arrestati per gli scontri del 31 gennaio a Torino durante la manifestazione pro Askatasuna sono stati scarcerati con obbligo di firma. Si tratta di Matteo Campaner e Pietro Desideri, fermati con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. La decisione è stata assunta dalla gip Irene Giani, che nelle ordinanze ha definito quanto accaduto come una “guerriglia urbana”, preceduta da un’azione “evidentemente preordinata e organizzata” da una frangia dei manifestanti. La giudice ha inoltre richiamato la “brutale aggressione” subita da una troupe della Rai durante gli scontri.

Il terzo arrestato e le accuse ridimensionate

Diversa la posizione del 22enne Angelo Simionato, originario di Grosseto, per il quale è stata convalidata la misura degli arresti domiciliari, limitatamente all’ipotesi di lesioni, pur riconoscendone un ruolo marginale. La gip non ha invece ritenuto sussistente l’accusa di rapina relativa al casco, alla maschera antigas e allo scudo sottratti a un agente durante l’aggressione, e non ha disposto alcuna cautela per quel reato.
L’avvocata del giovane, Elisabetta Montanari, ha dichiarato: “La giudice ha ritenuto che ci fossero indizi sufficienti per il reato di lesioni, anche se ha riconosciuto un ruolo marginale del mio assistito e quindi faremo ricorso al tribunale del riesame perché a nostro parere non ha nessun ruolo neanche nelle lesioni”.

L’inchiesta, i numeri dei feriti e la reazione politica

La Procura, guidata da Giovanni Bombardieri, aveva chiesto per tutti la custodia cautelare in carcere. Le indagini, affidate alla Digos, analizzano migliaia di immagini e oltre cento ore di video; nel fascicolo si ipotizza anche il reato di devastazione. Gli investigatori stimano circa 1.500 partecipanti alla guerriglia del pomeriggio del 31 gennaio, ai quali si sta cercando di attribuire un’identità.
Il coordinamento dell’inchiesta è affidato al procuratore aggiunto Emilio Gatti e alla sostituta Chiara Molinari. Il bilancio parla di 108 operatori delle forze dell’ordine feriti: 96 Polizia di Stato, 5 Carabinieri e 7 Guardia di Finanza. Nelle ore successive agli scontri sono state fermate 27 persone; 24 denunciate per resistenza, porto di oggetti atti a offendere, travisamento e violazione dei provvedimenti dell’autorità.
Sul piano politico, il vicepremier Matteo Salvini ha commentato su X: “Già a piede libero. VERGOGNA. Votare al referendum sulla Giustizia è un dovere morale”.

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