Sondaggi 2026, Meloni prende il largo, Pd sale, male M5S e Lega, su FI
I sondaggi fotografano un Paese spaccato. Il centrodestra resta in testa, ma il vantaggio sulle opposizioni si riduce. La partita elettorale è apertissima.
Centrodestra in testa ai sondaggi, ma il margine si assottiglia
A poco più di un anno dalle prossime elezioni politiche, i sondaggi restituiscono l’immagine di un Paese quasi diviso a metà. La distanza tra il centrodestra e il cosiddetto campo largo continua a ridursi, mettendo in discussione equilibri che fino a pochi mesi fa apparivano più solidi.
Secondo la media elaborata da Termometro Politico, la coalizione guidata da Giorgia Meloni resta al comando, ma con un vantaggio ormai limitato a pochi punti percentuali. Fratelli d’Italia si conferma il primo partito del Paese con il 29,8%, mantenendo la leadership del sistema politico italiano dopo quasi tre anni e mezzo di governo. Un dato che rassicura Palazzo Chigi, pur segnando una discesa sotto la soglia simbolica del 30%.
Gli equilibri interni al centrodestra
Guardando alla coalizione nel suo complesso, il quadro appare più fragile. Forza Italia si attesta all’8,7%, un risultato in linea con le ultime rilevazioni e leggermente superiore al dato delle politiche 2022. Dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, il partito ha attraversato una fase delicata, ma oggi sembra aver ritrovato una stabilità che tuttavia non lascia intravedere quella crescita a doppia cifra più volte evocata dal segretario Antonio Tajani.
Stabile anche la Lega, ferma all’8,2%. Il partito di Matteo Salvini appare bloccato in una fase di stagnazione elettorale. Lo spostamento progressivo verso posizioni più radicali ha consolidato una parte dell’elettorato, ma ha anche generato tensioni nell’area moderata, complicate dall’uscita di Roberto Vannacci, che potrebbe avere effetti sul fronte più identitario.
Opposizioni in crescita e partita apertissima
Sul fronte opposto, il Partito Democratico si colloca al 22%. Un risultato decisamente migliore rispetto al 2022, ma inferiore al picco registrato alle elezioni europee. In attesa del prossimo appuntamento elettorale nazionale, il referendum sulla giustizia rappresenta un banco di prova rilevante per misurare la capacità di mobilitazione delle opposizioni, mentre temi come la sicurezza restano centrali nel confronto politico.
Il Movimento 5 Stelle segue al 12,4%, con un distacco di poco inferiore ai dieci punti dal Pd. Il rapporto tra le due principali forze del campo progressista resta una delle incognite decisive: convergenze programmatiche da un lato, divergenze strategiche dall’altro. Alleanza Verdi-Sinistra raggiunge il 6,4%, confermando i buoni risultati delle recenti consultazioni regionali. Più in difficoltà le forze centriste: Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,6%, mentre Azione di Carlo Calenda si attesta al 3%, rivendicando una posizione autonoma.
Nel complesso, la coalizione di centrodestra raccoglie il 46,7% dei consensi. Considerando l’assenza nel sondaggio di Noi Moderati, tradizionalmente vicina all’1%, il dato può essere stimato attorno a un 47% abbondante. Il centrosinistra largo arriva invece al 44,9%. Due punti di distanza: troppo pochi per garantire certezze alla maggioranza, sufficienti per alimentare le ambizioni delle opposizioni.
