Truffa ai defunti, 190 corpi mai sepolti ormai in putrefazione, incassava e non li sepelliva: condannato titolare di pompe funebri
In Colorado scoperta una ditta funebre con 190 cadaveri nascosti per anni: il proprietario incassava i soldi senza sepolture né cremazioni. Condanna imminente.
Scoperta shock in Colorado: cadaveri ammassati in un magazzino
La vicenda è emersa nello Stato del Colorado dopo ripetute segnalazioni per un forte fetore proveniente da un edificio utilizzato come magazzino da una ditta di pompe funebri. All’interno, gli investigatori hanno trovato una scena definita “orribile”: 190 cadaveri in avanzato stato di putrefazione, tra adulti, neonati e feti. Secondo l’accusa, i corpi sarebbero rimasti nascosti per almeno quattro anni, dal 2019 al 2023, all’interno di un immobile situato nella cittadina di Penrose, a sud di Colorado Springs. I familiari delle vittime avevano regolarmente pagato per sepolture o cremazioni mai avvenute.
Jon Hallford e il sistema di truffe ai danni delle famiglie
Il proprietario della ditta, Jon Hallford, si è dichiarato colpevole nel dicembre scorso di circa 200 capi d’imputazione per abuso di cadavere. La sentenza è attesa oggi davanti a un tribunale del Colorado e potrebbe portare a una pena compresa tra i 30 e i 50 anni di carcere. Una condanna che si aggiunge ai 20 anni già inflitti nel giugno precedente per truffa ai clienti e frode al governo federale. L’uomo incassava denaro sia dai parenti dei defunti sia dallo Stato, attraverso fondi di soccorso legati all’emergenza Covid, senza effettuare alcun servizio funebre. Durante una precedente udienza aveva dichiarato: “Mi odio ancora per quello che ho fatto”.
Indagini, identificazioni e la posizione della moglie
Coinvolta nella vicenda anche la moglie, Carie Hallford, che sarà giudicata separatamente con un processo fissato per il 16 marzo. Rischia una pena tra i 25 e i 35 anni di carcere. Secondo gli inquirenti, la coppia avrebbe speso i proventi delle truffe conducendo una vita di lussi, fino a non riuscire più a far fronte a tasse e debiti. Durante la prima ispezione furono rinvenuti 115 corpi, numero salito successivamente a 190. L’identificazione ha richiesto mesi, attraverso impronte digitali e analisi del DNA. Solo allora molte famiglie hanno scoperto che le tombe indicate erano vuote e che le ceneri ricevute non appartenevano ai propri cari, ma erano semplici polveri, tra cui cemento secco.
