Scontro Ranucci-Giletti, accuse pesanti: “Giletti ha fatto finta di non capire”
Sigfrido Ranucci replica a Massimo Giletti e chiarisce: nessuna accusa su una lobby gay, ma un presunto legame con Marco Mancini e Tommaso Cerno.
Ranucci e Giletti: la replica dopo le polemiche sulle chat
È scontro aperto tra Sigfrido Ranucci e Massimo Giletti dopo la messa in onda, nel programma televisivo “Lo stato delle cose”, delle chat intercorse tra il giornalista di Report e Maria Rosaria Boccia.
Secondo la ricostruzione di Giletti, Ranucci lo avrebbe accusato di appartenere a una presunta “lobby gay”. Una versione che il conduttore di Report ha respinto con decisione attraverso un intervento pubblico.
“Questo è falso, ma se ci tiene tanto a riconoscersi nella lobby gay è un problema suo, non mio”, ha dichiarato. Ranucci ha poi precisato il senso delle sue parole, sostenendo che la questione da lui sollevata fosse di natura completamente diversa e, a suo dire, ben più rilevante.
“Io ho detto una cosa più grave, che i due hanno fatto finta di non capire: Cerno e Giletti sono amici e al servizio di Marco Mancini, lo 007 coinvolto nel rapimento Abu Omar e dossieraggio illecito della security Telecom-Pirelli”.
Il nodo Mancini e le accuse a Cerno e Giletti
Nel suo intervento, Sigfrido Ranucci ha indicato come centrale la figura di Marco Mancini, ex dirigente dei servizi segreti, già noto per diverse vicende giudiziarie e mediatiche, tra cui l’incontro con Matteo Renzi all’autogrill.
Il giornalista ha sostenuto che il nome di Mancini sarebbe stato omesso nelle ricostruzioni pubblicate da Tommaso Cerno, accusandolo di aver eliminato riferimenti rilevanti dalle chat diffuse attraverso la testata da lui diretta.
Ranucci ha inoltre criticato la copertura mediatica delle vicende legate all’autogrill, affermando che alcune ricostruzioni sarebbero state basate su documentazione proveniente dai legali di Mancini e presentate come lavoro giornalistico autonomo.
Secondo quanto dichiarato, le versioni trasmesse avrebbero contenuto errori relativi alla ricostruzione dei fatti, tra cui indicazioni imprecise sul casello autostradale e sulla normativa in vigore il 23 dicembre 2020.
La questione della fonte e la delusione personale
Nella sua replica, Sigfrido Ranucci ha affrontato anche un aspetto personale della vicenda, rispondendo alle dichiarazioni di Massimo Giletti, che aveva parlato di una delusione sul piano umano.
Il conduttore di Report ha affermato di aver provato lo stesso sentimento quando, a suo dire, il collega avrebbe tentato di individuare e delegittimare la fonte dell’inchiesta sull’incontro tra Matteo Renzi e Marco Mancini.
“Si tratta dell’insegnante di sostegno che aveva scattato le immagini di Renzi e Mancini”, ha spiegato. Ranucci ha aggiunto che Giletti si sarebbe presentato con una telecamera nascosta nei pressi della scuola frequentata dalle figlie della donna, rendendo pubblica la città di residenza.
La vicenda si inserisce in un confronto sempre più duro tra i protagonisti del giornalismo televisivo italiano, con accuse reciproche che riguardano metodi, ricostruzioni e gestione delle fonti.