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Macron contro Albanese, Cerno: “In Italia è già pronta la candidatura”

Tommaso Cerno accusa Francesca Albanese di essere icona della sinistra anti Meloni, mentre la Francia di Macron chiede all’Onu la sua rimozione.

Cerno contro Albanese: accuse frontali e scontro politico

Le parole di Tommaso Cerno tracciano un ritratto durissimo di Francesca Albanese, descritta come figura ormai simbolica di una certa sinistra italiana, pronta – secondo l’editorialista – a trasformarla in bandiera politica in vista delle prossime scadenze elettorali. Cerno parla di un “medagliere di cittadinanze onorarie appuntate al petto da sindaci rossi da fare invidia agli ori olimpici di Milano-Cortina”, sostenendo che Albanese “sghignazza perché ha trovato la sinistra perfetta qui in Italia”, una sinistra che a suo dire sarebbe “talmente ossessionata da Giorgia Meloni da lasciare il palcoscenico a lei”.

Nel mirino finiscono le prese di posizione della relatrice Onu sul Medio Oriente, accusata di “andare in giro per conferenze a insultare gli ebrei e accusare Israele di ogni male”, con la convinzione – sempre secondo Cerno – di essere l’unica a possedere la verità sulla crisi. L’editorialista inserisce tutto questo “sotto l’egida di quell’ormai baraccone anti occidentale chiamato Onu”, attribuendo alla struttura internazionale un orientamento politico preciso. Il passaggio più duro arriva quando la definisce “la simpatizzante di Hamas che fa l’occhiolino agli ayatollah iraniani – quelli che impiccano gli omosessuali e chiudono le donne in schiavitù -”, affermando che conosca bene “come vanno le cose da Schlein e compagni” e che sarebbe “già pronta per prendersi la poltrona alle prossime elezioni”.

Il paragone con Salis e l’affondo su Macron

Nel ragionamento di Cerno entra anche il paragone con Ilaria Salis, oggi all’Europarlamento, evocata come esempio di un meccanismo politico che trasformerebbe figure controverse in simboli elettorali. L’editorialista scrive che Salis “siede all’Europarlamento, mentre i suoi compagni di caccia col martello a Budapest si beccano otto anni di galera”, costruendo un parallelismo diretto con il percorso che, a suo giudizio, potrebbe attendere Albanese.

Cerno chiama in causa anche la Francia di Emmanuel Macron, sostenendo che “non lo dice il Giornale, non lo dice quel fascista omofobo di Cerno, lo dice la Francia di Emmanuel Macron”, che avrebbe chiesto all’ONU la rimozione dell’Albanese. Il riferimento è accompagnato da un attacco politico al presidente francese, descritto come “il grande alleato «antifa» che, fra una cinquina della moglie Brigitte e un selfie mentre telefona a Donald Trump, non tocca più palla nell’Europa dei socialisti e dei verdi”. Secondo l’editorialista, Macron “rosica quando Giorgia Meloni dice un «no» e Bruxelles si adegua”.

Francia contro Albanese, scontro tutto politico

Il passaggio conclusivo insiste sull’isolamento francese e sulla richiesta formale di rimozione della relatrice: “Se perfino questa Francia, bollita e senza un governo, ha chiesto all’Onu di cacciare l’Albanese, sono certo che in Italia invece stanno già stampando i manifesti per portarla come una Madonna in campagna elettorale”. L’immagine utilizzata è volutamente provocatoria e punta a evidenziare un contrasto netto tra l’atteggiamento di Parigi e quello che Cerno attribuisce alla sinistra italiana.

Nel testo compaiono anche riferimenti a Donald Trump e al cancelliere tedesco Friedrich Merz, evocati come parte di un quadro europeo in movimento, nel quale – secondo l’editorialista – la posizione di Giorgia Meloni inciderebbe sugli equilibri politici continentali. La polemica resta interamente sul piano politico e mediatico, senza che al momento risultino repliche ufficiali da parte di Albanese alle affermazioni contenute nell’intervento.