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Referendum Giustizia, Feltri esplode contro Gratteri: “Al Sud non si vota sotto minaccia”

Il direttore editoriale de Il Giornale, Vittorio Feltri, interviene duramente nel dibattito sul referendum sulla Giustizia, prendendo di mira le dichiarazioni del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, volto del fronte del No alla riforma Nordio.

Il richiamo a Guareschi e lo slogan provocatorio

Feltri ha evocato una celebre frase di Giovannino Guareschi, autore che nel 1948 coniò lo slogan “Dio ti vede, Stalin no”, rilanciandola in chiave polemica.

Nel suo editoriale propone:
“Io proporrei di appendere per le strade d’Italia, girando con il secchio e la colla come una volta, un manifesto tutto in maiuscolo, senza fronzoli: DIO TI VEDE, GRATTERI NO! VOTA SI. Non è una provocazione spiritosa. È una risposta politica a un atto di intimidazione.”

Secondo Feltri, le parole pronunciate da Nicola Gratteri in televisione – in cui ha definito “poco di buono” chi vota Sì – rappresenterebbero un superamento del confine istituzionale.

“Perché questo è accaduto: la punta di lancia del fronte contrario al referendum sulla giustizia, Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Napoli, ha deciso di spiegare il voto non con argomenti, ma con una lista di proscrizione. Ha dichiarato che chi vota Sì è un pregiudicato, un indagato, un mafioso, un massone deviato. Chi vota No, per implicazione chiarissima, è un intoccabile. Non serve interpretare, basta ascoltare”.

“Messaggio chiaro”, le accuse di Feltri

Nel suo intervento, Feltri parla apertamente di intimidazione.

“Quando il capo della più grande procura d’Europa parla così, il messaggio è chiaro: vi vediamo, vi ricordiamo, sappiamo chi siete…”.

Il direttore punta il dito contro quello che considera un uso improprio del ruolo istituzionale, sottolineando che un magistrato dovrebbe mantenere sobrietà e misura nel linguaggio pubblico, soprattutto in un contesto referendario.

Nel mirino finiscono anche gli ex ministri Paolo Cirino Pomicino e Clemente Mastella, che si sono schierati per il No.

“Capisco perfettamente Paolo Cirino Pomicino, che da uomo di mondo si è affrettato a dichiarare che voterà No, rifugiandosi nel club degli intoccabili. E capisco Clemente Mastella, che queste stagioni le ha viste tutte e sa come vanno a finire. Poi nell’urna faranno quello che vogliono, come tutti. Ma in pubblico è meglio stare dalla parte giusta della barricata. Per prudenza”.

Referendum e libertà di voto

Secondo Feltri, il punto centrale riguarda la libertà dell’elettore.

“Mi metto nei panni di chi, soprattutto al Sud, ha messo la faccia nei comitati per il Sì. Io, al posto loro, non starei sereno…”.

E ancora:
“Gratteri, con le sue parole, dimostra perché molti voteranno Sì anche al di là del merito tecnico dei quesiti. Perché se questo modo di intendere il ruolo del pubblico ministero, e la rete di consenso che lo sostiene, dovesse prevalere, allora l’arroganza e l’impunità non avrebbero più argini. Non è un buon motivo per votare contro qualcuno. È un ottimo motivo per votare a favore della libertà”.