Napoli, il bimbo col cuore bruciato resta in lista: medici divisi
A Napoli il caso del bimbo con cuore danneggiato diventa nazionale: resta trapiantabile secondo il Monaldi, mentre indagini e pareri medici opposti aumentano la tensione.
Napoli, il bimbo resta trapiantabile: la decisione dell’Heart Team
Scoppia la polemica dopo il nuovo vertice medico che riaccende la speranza ma conferma un quadro clinico estremamente delicato. A Napoli, il bambino di due anni sottoposto a un trapianto cardiaco non riuscito resta ufficialmente in lista per un nuovo intervento.
La decisione è arrivata al termine della riunione dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi, struttura dell’Azienda dei Colli, convocata per valutare la possibilità di mantenere il piccolo tra i candidati al ritrapianto. A confermare l’esito è stata la madre, la Mercolino Patrizia, presente in ospedale per confrontarsi direttamente con i medici.
“Per oggi mi hanno confermato che mio figlio resta ancora trapiantabile. Domani faranno un’altra valutazione. Per oggi rimane in lista”.
Si tratta di una decisione temporanea, legata all’evoluzione delle condizioni cliniche, che saranno nuovamente esaminate nelle prossime ore. Il caso, nel frattempo, ha assunto una dimensione nazionale, anche per le indagini giudiziarie in corso.
Condizioni gravissime e pareri medici contrastanti
Il piccolo è ricoverato da circa due mesi in terapia intensiva al Monaldi, mantenuto in vita grazie al supporto dell’Ecmo, il sistema che sostituisce la funzione cardiaca e polmonare. Le sue condizioni sono definite stazionarie ma estremamente critiche.
Il bambino è stato sottoposto a una nuova Tac per monitorare l’evoluzione del quadro clinico, che resta complesso. Oltre al cuore non funzionante impiantato lo scorso 23 dicembre, sarebbero presenti un’infezione, un’emorragia cerebrale e difficoltà a livello renale e polmonare.
Il caso si complica ulteriormente per il contrasto tra le valutazioni dei centri sanitari. L’ospedale Bambino Gesù di Roma, struttura di riferimento nazionale, avrebbe espresso parere negativo rispetto alla possibilità di un nuovo trapianto.
Di segno opposto, invece, la posizione dei medici del Monaldi, secondo i quali il bambino può ancora essere considerato operabile. Proprio per chiarire questa divergenza, la famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ha richiesto ulteriori valutazioni a centri specializzati in Europa, tra cui strutture di Londra, Parigi, Berlino e Utrecht.
Indagini aperte sul trapianto e verifiche delle Procure
Parallelamente alla gestione clinica, proseguono le indagini sulla vicenda del primo intervento, eseguito poco prima di Natale. Secondo le ipotesi investigative, il cuore trapiantato sarebbe arrivato a Napoli già compromesso, forse a causa di modalità di conservazione non adeguate.
La Procura di Napoli ha aperto un’inchiesta con sei operatori sanitari indagati. Sono stati ascoltati i primi testimoni, tra cui il cardiologo responsabile del follow-up post operatorio, dimessosi pochi giorni dopo l’intervento.
Accertamenti sono stati avviati anche dalla Procura di Bolzano, da cui proveniva l’organo, con un fascicolo al momento contro ignoti. Il Ministero della Salute e la Regione Campania hanno disposto ispezioni, mentre i carabinieri del Nas stanno svolgendo verifiche tecniche.
Nel frattempo, la Procura partenopea ha ritenuto prematuro procedere con un incidente probatorio, considerando che il quadro clinico del bambino è ancora in evoluzione. La famiglia ha inoltre richiesto l’acquisizione dei verbali dell’Heart Team per consentire ulteriori valutazioni specialistiche.