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Sicurezza, Feltri accusa: “Espulsioni ignorate, lo Stato è diventato impotente”

Intervento netto di Vittorio Feltri, che torna sul tema sicurezza e immigrazione partendo da una serie di episodi avvenuti negli ultimi mesi in diverse città italiane.

“Non è questione di avere ragione, ma di guardare i fatti”

Feltri apre con una riflessione personale:

“Ti confesso che talvolta preferirei avere torto. Non c’è alcuna soddisfazione nell’«azzeccare» un fenomeno quando in gioco ci sono madri terrorizzate e bambini strattonati all’uscita di un supermercato”.

Il riferimento è a episodi registrati a Padova, Bologna, Calabria, Bergamo e Napoli, dove – secondo quanto riportato dalla cronaca – donne con figli sarebbero state avvicinate o aggredite nei pressi di esercizi commerciali.

“Non è questione di chiaroveggenza. I giornalisti non leggono il futuro: osservano il presente. Guardano la cronaca, collegano i fatti, li interpretano”.

“Esiste integrazione, ma esiste anche irregolarità cronica”

Nel suo intervento, Feltri distingue tra immigrazione regolare e situazioni di illegalità protratta nel tempo.

“Esiste un’immigrazione che lavora, si integra, paga le tasse, cresce figli che diventano cittadini italiani a tutti gli effetti. È una realtà concreta e positiva. Ma esiste anche un’altra faccia della medaglia: quella dell’irregolarità cronica, dei soggetti con precedenti, dei decreti di espulsione mai eseguiti”.

Secondo il direttore, il nodo centrale sarebbe l’inefficacia nell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione.

“Quando una persona è destinataria di un provvedimento di espulsione e quel provvedimento non viene eseguito, lo Stato manda un messaggio devastante: la legge è opzionale”.

Feltri parla di un sistema bloccato da ricorsi, sospensive e conflitti normativi che finirebbero per paralizzare l’azione amministrativa.

“Tra tribunali, ricorsi, valutazioni, sospensioni, si crea un labirinto che non giova alla collettività”.

“La sicurezza è un diritto elementare”

Il punto, secondo Feltri, riguarda le conseguenze sociali.

“Donne e bambini non possono diventare il prezzo di un sistema che non riesce a far rispettare le proprie decisioni. La sicurezza non è uno slogan politico. È un diritto elementare”.

E ancora:

“Il buonismo, quando si traduce in paralisi, non è bontà. È irresponsabilità. Alimenta insicurezza, degrado, conflitto sociale. E mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

Feltri precisa di non voler “criminalizzare intere comunità”, ma rivendica la necessità che le regole vengano applicate senza eccezioni.

“Dire questo non significa criminalizzare intere comunità. Significa pretendere che le regole valgano per tutti. Sempre. Senza eccezioni, senza scorciatoie, senza alibi ideologici”.

In chiusura, ribadisce:

“Non c’è alcuna gloria nel constatare che un fenomeno cresce. C’è solo preoccupazione”.