Bufera Meloni-Macron, la replica della Premier: “Nessuna ingerenza, lui ha dato asilo ai brigatisti”
Giorgia Meloni replica a Macron, denuncia un clima politico pericoloso e invita gli italiani a votare sul referendum Giustizia, senza trasformarlo in un giudizio sul Governo.
Il confronto con la Francia, il referendum sulla Giustizia e il richiamo al rispetto tra istituzioni: Giorgia Meloni torna al centro del dibattito politico con dichiarazioni che riaccendono tensioni e polemiche, sia sul piano internazionale sia su quello interno.
Meloni-Macron, il caso diventa politico: “Clima che non mi piace”
Intervistata da SkyTg24, la presidente del Consiglio ha risposto alle critiche legate al recente botta e risposta con il presidente francese Emmanuel Macron, respingendo le accuse di ingerenza negli affari altrui e rilanciando una riflessione più ampia sul contesto internazionale.
“Io vedo un clima che non mi piace, lo vedo in Italia, lo vedo in Francia, lo vedo negli Stati Uniti. Ho commentato anche l’omicidio di Charlie Kirk quando fu, e non perché ci sia volontà di ingerire nei fatti altrui, ma perché credo sia una riflessione che le classi dirigenti devono fare su come si combatte un clima che può riportarci indietro di qualche decennio, una storia che l’Italia ha vissuto molto bene e che tra l’altro la Francia conosce molto bene, avendo dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio. Quindi voglio dire, io non l’ho vissuta come un’ingerenza”.
Le parole della premier arrivano in un momento di relazioni sensibili tra Italia e Francia, con il tema della sicurezza e della memoria degli anni di piombo che torna al centro del confronto politico.
Referendum Giustizia, l’appello agli italiani e la frecciata ai sostenitori del No
La presidente del Consiglio ha poi spostato l’attenzione sul referendum previsto per il 22 e 23 marzo, sottolineando che la consultazione non deve essere interpretata come un giudizio sull’esecutivo.
“Il 22 e il 23 di marzo non si vota sul Governo, si vota sulla giustizia. Il consiglio che ho da dare io agli italiani è: ‘Andate a votare, ma votate con coscienza, guardando a quello per cui state votando e non ad altro. E votate per voi, non per me, contro di me, perché non c’entra niente”.
Meloni ha ribadito che l’esito non influenzerà la stabilità della legislatura e ha invitato a mantenere il confronto sul merito delle riforme. Non è mancata una critica ai promotori del No.
“Io penso che sia molto importante che questa campagna elettorale referendaria rimanga sul merito di quello di cui noi stiamo parlando. Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango. Mi pare che sia un tentativo che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto. Credo che sicuramente non convenga a chi come noi ritiene di aver fatto banalmente una riforma di buon senso. Non è una riforma di destra o di sinistra, lo dimostra il fatto che è stato nei decenni è stata proposta dalle svariate forze politiche. È una semplice riforma di buonsenso che consente di avere una giustizia più giusta, di liberare i magistrati dal gioco delle correnti e stabilisce un principio secondo il quale anche il magistrato quando sbaglia viene giudicato da un organismo terzo”.
Il richiamo di Mattarella e il vertice internazionale su Gaza
Nel corso dell’intervista, la premier ha commentato anche le recenti dichiarazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo condivisione sul tema dell’equilibrio istituzionale.
“Ho trovato le sue parole giuste. Credo sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, penso che sia giusto il passaggio in cui dice: è importante che una istituzione come il Csm si mantenga estranea dalle diatribe politiche”.
Infine, Meloni ha fatto riferimento alla riunione del Board of Peace sulla crisi in Medio Oriente, sottolineando il ruolo dell’Italia nel contesto internazionale.
“Oggi a Washington c’erano la maggioranza dei Paesi europei, tutti gli attori coinvolti nella regione, interessati ovviamente alla pace in Medio Oriente, anche diversi altri attori mondiali. Io credo che sia molto importante un contributo coeso della comunità internazionale su questa questione, che è particolarmente delicata e importante per i Paesi mediterranei e quindi anche ovviamente per l’Italia. È la ragione per la quale io ho ritenuto che fosse fondamentale per l’Italia esserci. Ma il lavoro è ancora lungo”.
